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Decreto Genova, l’ira di Toti: “Con questa confusione, meglio ritiro decreto”. Ma Palazzo Chigi “presto al Colle”

Il governatore su tutte le furie, mentre da Roma arrivano notizie contrastanti

Genova. “Stupiscono e preoccupano le voci di un ulteriore stop al Decreto Genova, fermo, a quanto pare, alla Ragioneria dello Stato, ancor prima di arrivare al vaglio della Presidenza della Repubblica dove, secondo gli annunci, sarebbe dovuto arrivare già da alcuni giorni”. Lo ha detto il Presidente della Regione Liguria e Commissario per l’emergenza, Giovanni Toti.

“Inoltre – ha proseguito – stupisce e preoccupa il susseguirsi di voci che modificherebbero sostanzialmente l’impronta e i contenuti del provvedimento così come concordato nella riunione di martedì scorso a palazzo Chigi con il Presidente del Consiglio Conte e i suoi collaboratori: la cancellazione dei fondi relativi al Terzo Valico, uniti al blocco del MIT dei fondi già stanzianti, i finanziamenti per il porto e quelli a sostegno delle imprese. Tutti punti che risultano via via modificati e mai in modo positivo per la città e per la Regione.

Secondo il governatore a tutto questo, è direttamente connesso il nodo dei risarcimenti alle molte persone danneggiate da questo tragico evento, a partire dagli sfollati per finire con le imprese. “Di fronte a questa confusione – ha sottolineato il governatore – forse sarebbe opportuno abbandonare percorsi velleitari e avventurosi per ritornare sulla via maestra, prevista dalla normativa vigente e più volte suggerita dalle istituzioni locali, per ridare, nel più breve tempo possibile, questa indispensabile infrastruttura alla città di Genova e all’intero sistema del Nord-Ovest”

E conclude: “Mi chiedo, dopo tanto parlare, dopo tante polemiche, dopo tanti ritardi e tante voci, se non sia più opportuno il ritiro del Decreto per ricominciare da capo su basi più solide, condivise e realistiche”.

Da Roma, nel frattempo, continuano ad arrivare notizie frammentarie e confuse: dopo la notizia dello stop dovuto alla mancanza della copertura finanziaria, arriva la smentita, a metà, di Palazzo Chigi che rassicura la copertura in conto corrente su legge di bilancio 2018 e in parte sugli anni successivi, “precisando” che il testo “sta andando al Colle”.