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Crollo Ponte Morandi, anche Sisca e Servetto non rispondono al pm. L’avvocato Flick: “Tutti cerchiamo la verità”

Tutti e quattro gli indagati convocati oggi in Procura si sono avvalsi della facoltà di non rispondere

Genova. Anche Giuseppe Sisca e Mario Servetto chiamati questo pomeriggio a rispondere davanti al sostituto procuratore Massimo Terrile hanno scelto di non rispondere. Come già avvenuto questa mattina con Antonio Brencich e Giuseppe Bonaccorso gli indagati considerano gli imterrogatori prematuri in questa fase di indagine.

A parlare per l’ingegner Mario Servetto è l’avvocato Valdemaro Flick: “Siamo in questa questa giornata anche molto triste e l’ingegner Servetto era particolarmente turbato per questo anniversario a un mese della tragedia – ha detto l’ex ministro – Visto che non è giovanissimo anche fisicamente non era in condizione di affrontare uno stress così importante e il pubblico ministero è stato molto professionale”. Poco dopo a uscire da palazzo di giustizia è Giuseppe Sisca accompagnato dall’avvocato Maurizio Frizzi.

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Sisca, Servetto, Bonaccorso e Brencich facevano tutti parte del comitato tecnico del provveditorato alle opere pubbliche di Liguria, Piemonte e Lombardia. A loro la procura imputa il fatto che, quando espressero il parere rispetto al progetto di retrofitting di ponte Morandi, avrebbero dovuto anche valutare lo stato di salute del ponte. E non lo fecero.

“Vogliamo capire bene quello che è successo ed è quello che vogliono anche i magistrati – ha aggiunto l’a vogliamo capire quali sono vari tasselli della verità e se ci sono e cercare la verità con una grande pena per la giornata di oggi, per le vittime e per quello che è successo”.