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Conte telefona a Toti per illustrare il decreto Genova

Una lunga telefonata notturna tra Conte e Toti, per chiarirsi sul decreto Genova

Genova. Una lunga telefonata notturna tra il presidente del consiglio Guseppe Conte e il governatore della Regione Liguria Giovanni Toti, per chiarirsi sul decreto Genova. Conte ha spiegato i principali contenuti del provvedimento che vorrebbe portare nel pomeriggio durante il consiglio dei ministri. Toti ha fatto alcune osservazioni che sono state ascoltate dal presidente Conte. In una nota diffusa questa mattina dalla Regione Liguria viene spiegato che “i contatti tra piazza De Ferrari e Palazzo Chigi proseguiranno fino all’ultimo per limare i dettagli di un provvedimento che nessuno ha intenzione di ritardare per il bene della città”.

I toni non erano così concilianti ieri sera, quando Toti aveva contestato i tempi e i modi di questo decreto: “Leggo tramite le agenzie di stampa i contenuti di un supposto “decreto Genova”. Sono certo che si tratti di una fantasia giornalistica, così come la notizia che domani verrà approvato tale decreto.  Ritengo infatti impossibile che il presidente Conte, che venerdì ha accettato l’invito a onorare con noi le vittime del ponte, intenda portare in consiglio dei ministri un testo mai neppure letto, non dico discusso e concordato, con le istituzioni locali, Comune e Regione, che ormai da un mese si sono fatte carico con sforzi e mezzi propri della emergenza”.

Ieri il presidente aveva contestato l’assenza di coinvolgimento: “Non è immaginabile che, a 24 ore dal presunto Cdm, le istituzioni locali conoscano via agenzia il testo. Un testo che certamente non può corrispondere alla realtà: nessun uomo delle istituzioni potrebbe immaginare norme così lesive delle prerogative regionali, senza alcuna intesa o concerto nelle scelte, ma lesive anche della normale collaborazione istituzionale prevista nella nostra Costituzione e in aggiunta tanto vaghe da non proporre reali soluzioni ai problemi, primo tra tutti la ricostruzione del ponte. Sono certo che il governo vorrà aprire nelle prossime ore, passata la giornata di ricordo e dolore di venerdì prossimo, un serio e serrato confronto con le istituzioni della città e con quelle della Regione per concordare tutto quanto occorre davvero a Genova, ai suoi cittadini e alle sue imprese”.

Toti aveva anche stuzzicato la Lega: “Evito ogni ulteriore considerazione sulle notizie diffuse considerandole prive di ogni fondamento: un governo che ha nella sua maggioranza la Lega, partito autenticamente autonomista e impegnato con noi in un percorso di ancora maggiore autonomia per le Regioni, proprio sui temi oggetti del decreto non potrebbe fare propri contenuti tanto lesivi, oserei dire umilianti, per le prerogative delle istituzioni regionali. Specie di quella Regione, la Liguria, che sta affrontando con dolore un momento tanto difficile. Restiamo dunque in fiduciosa attesa di un sereno confronto con il governo”.