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Trasporto disabili, gara deserta: ancora a rischio i lavoratori ex Tundo

La Cgil di Genova si appella al sindaco Bucci

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Genova. Dopo mesi di incontri, tavoli di confronto, audizioni e manifestazioni pacifiche nelle sedi “di governo” – Regione, Comune e Città metropolitana – ancora non hanno idea di quale sarà il loro futuro i 130 lavoratori della ex Tundo, impiegati fino allo scorso anno nel servizio di trasporto disabili.

Il problema è che il servizio è stato riassegnato, ma – almeno sulla carta – la gara è andata deserta. Invece.

La Cgil torna a parlare del problema con un comunicato. “Siamo sconcertati e stupefatti, che dopo due mesi di verifiche attente e scrupolose sui requisiti dei partecipanti, uno, al bando di gara per trasporto disabili Città Metropolitana e Comune di Genova, la stessa sia stata “dichiarata deserta per domanda inappropriata”. I tecnici avranno avuto le loro buone ragioni, ma come Cgil, non intendiamo perdere 40 posti di lavoro, a fronte di una attività che non viene né delocalizzata e neppure viene chiusa, ma viene invece giustamente assolutamente riconfermata”.

I lavoratori ex Tundo si sono battuti per un anno per aumentare le risorse disponibili per garantire il servizio, eliminare così le liste di attesa, passare da un bando annuale a quadriennale, aver acquisito la continuità lavorativa per tutti i dipendenti per i tre servizi a gara. “Ora ci troviamo in mezzo ad una strada senza neppure gli ammortizzatori sociali”, dicono.

Sappiamo che giustamente il servizio riprenderà in attesa che il nuovo bando che scade il 7 di settembre percorra la sua strada e che il Tar a dicembre si pronunci, ma il sindacato continuerà a porre il problema occupazionale in ogni sede possibile. E si rivolge al sindaco.

“La Cgil non si arrende, e chiede a lei, che si è assunto l’impegno di creare nuovi posti di lavoro, di non perdere quelli che abbiamo. Lei che sin dall’inizio ha seguito questa vertenza e si è confrontato con i lavoratori, deve intervenire con la sua autorevolezza, affinché gli “ex Tundo” che non hanno occupazione, trovino la loro temporanea utilizzazione nei servizi che sono stati prorogati”.