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Tragedia ponte Morandi, sale a 39 il numero delle vittime accertate ma potrebbero essere 50

Stamattina il premier Conte in ospedale a San Martino e Villa Scassi. Attesi Toninelli, Di Maio e Salvini

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Genova. Sale a 39 (ultimo aggiornamento ore 11) il numero delle vittime accertate per il crollo di ponte Morandi. Di queste, cinque non sono state ancora identificate. I feriti sono 16, di cui 12 in codice rosso. Nella notte sono stati estratti altri corpi e prosegue il lavoro dei soccorsi e delle squadre di recupero, centinaia di persone impiegate tra forze dell’ordine e pubbliche assistenze. Cinque cadaveri non sono stati ancora identificati.

Il premier Conte arrivato ieri sera a Genova questa mattina visiterà i feriti all’ospedale San Martino di Genova e al Villa Scassi di Sampierdarena. Attesi a Genova in mattinata anche il vicepremier Di Maio e il il ministro Danilo Toninelli, arrivato poco dopo le 8, mentre il ministro dell’Interno Salvini dovrebbe arrivare a Genova nel primo pomeriggio.

Ieri la solidarietà è stata globale: attivato il protocollo sisma, sono arrivati vigili del fuoco dalle regioni limitrofe, i nuclei di Protezione civile di molte regioni sono pronte a partire. Il premier Conte ha annunciato: “un piano straordinario di monitoraggio di tutte le infrastrutture soprattutto di quelle più vecchie”. Per il presidente della Repubblica Mattarella serve “un esame severo sulle cause: nessuna autorità potrà sottrarsi a un esercizio di piena responsabilità, lo esigono le famiglie delle tante vittime”. Una risposta indiretta alle dichiarazioni di autostrade.

Per il direttore del Tronco di Genova di Autostrade per l’Italia Stefano Marigliani, il crollo è “per noi qualcosa di inaspettato e imprevisto rispetto all’attività di monitoraggio che veniva fatta sul ponte. Nulla lasciava presagire. Assolutamente non c’era nessun elemento per considerare il ponte pericoloso”. Tra l’altro, dice ancora Autostrade, “sulla struttura risalente agli anni ’60 erano in corso lavori di consolidamento della soletta del viadotto” e “come da progetto, era stato installato un carro-ponte per consentire lo svolgimento delle attività di manutenzione. I lavori e lo stato del viadotto erano sottoposti a costante attività di osservazione e vigilanza da parte della Direzione di Tronco di Genova”.

Ma i lavori non sono bastati e oggi a Genova, nel primo dei due giorni di lutto cittadino, si continua a scavare.