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“Scricchiolii” dal moncone di ponte Morandi, procura pronta ad autorizzare l’abbattimento foto

L'area è interdetta anche ai mezzi di soccorso, cittadini con le valige pronte per recuperare oggetti personali per gli imminenti traslochi

Genova. La procura di Genova è pronta, in caso di concreto pericolo, ad autorizzare l’abbattimento del moncone di ponte Morandi, sequestrato il 17 agosto dopo il crollo della campata, che si trova sopra gli edifici evacuati di via Porro. Nel caso in cui i vigili del fuoco segnalino l’eventualità di concreto pericolo la magistratura genovese si e’ detta “pronta a dissequestrare e autorizzare l’abbattimento”

Inquietanti scricchiolii, nella notte e di nuovo questa mattina, sono stati percepiti provenire dal moncone est di ponte Morandi, quello sopra le case di via Porro, e per questo motivo, in via precauzionale, i vigili del fuoco hanno deciso di interrompere le operazioni di recupero dei beni, delle masserizie e degli oggetti personali dalle abitazioni evacuate.

A dare l’allarme sono stati alcuni cittadini. E’ stato escluso che fossero rumori causati dal vento e sono stati attivati accertamenti tecnici ancora in corso.

La zona rossa rimane interdetta anche ai mezzi di soccorso in attesa dei risultati delle verifiche. Sul posto cittadini con le valige pronte per essere riempite, ma oltre il varco di via Fillak non si passa, al momento. Nel pomeriggio resta confermata l’assegnazione delle prime case ad alcuni degli sfollati. Le abitazioni si trovano nella zona di San Biagio.

Intanto da fonti della procura emerge come, tra le concause del crollo, oltre al cedimento degli stralli – i tiranti – possa avere influito anche il carroponte attaccato all’impalcata del ponte, che ha aumentato il peso della strutturai.

Domani è in programma una riunione a palazzo di Giustizia per fare il punto delle indagini tra i titolari dell’inchiesta. Continua a essere un’ipotesi concreta l’inserimento dell’omicidio stradale colposo nel fascicolo d’indagine, ma tale inserimento potrebbe arrivare in un secondo momento quando si saranno individuati i primi responsabili. Ad oggi, ancora nessun iscritto nel registro degli indagati.