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Pescatori, ambientalisti e guardia costiera: task force per recuperare gli attrezzi abbandonati sui fondali foto

La battuta di pesca ha avuto inizio alle prime luci dell'alba

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Genova. Quest’oggi la sinergia tra uomini di mare si è realizzata in una connotazione insolita quanto efficace: componenti della guardia costiera a bordo della motovedetta CP311 di Genova hanno operato insieme ad alcuni pescatori locali per cercare e recuperare gli attrezzi da pesca abbandonati sui fondali antistanti la nostra città.

Purtroppo nei nostri mari la presenza di attrezzi da pesca abbandonati sui fondali costituisce un problema rilevante e sempre attuale, oggetto dell’impegno e dell’attenzione della Guardia Costiera. Questi attrezzi – deliberatamente abbandonati o perduti accidentalmente – possono, infatti, restare sul fondale marino o galleggiare in sospensione per anni, interferendo con la biodiversità, danneggiando l’ecosistema e rappresentando, in certi casi, anche un rischio per la navigazione. Parliamo in particolare di reti da posta, palangari, nasse e ogni altro attrezzo, consentito o meno, che possa trovarsi in mare.

La “battuta di pesca” ha avuto inizio alle prime luci dell’alba. Sul mezzo della Guardia Costiera erano presenti anche gli operatori subacquei del 5° Nucleo della Guardia Costiera di Genova, pronti ed equipaggiati a intervenire in caso di necessità. A bordo anche un delegato regionale del WWF.

L’attività di ricerca messa in campo è stata molto difficoltosa e impegnativa per l’ampia zona di mare setacciata, ma alla fine gli sforzi profusi dagli operatori sono stati premiati. Infatti, nei “rampini” utilizzati per setacciare il fondale sono incappate alcune nasse: una sorta di gabbie metalliche, a forma di parallelepipedo con all’estremità un “imbuto”.

L’esca appesa all’interno costringe il pesce, attirato dall’esca, ad entrare forzando le maglie posizionate sulla bocca della strozzatura. In questo modo la preda non è poi più in grado di lasciare la trappola. Alcuni pesci, ancora vivi, che si trovavano all’interno delle nasse sono stati prontamente liberati. I due attrezzi sono stati sequestrati ed è stata elevata una sanzione di 2.000 euro a carico di ignoti.