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Ilva di Cornigliano: Fiom, Fim e Uilm scrivono al premier Conte: “Ci convochi e rinnovi i lavori di pubblica utilità”

A settembre scade la cassa integrazione e con essa gli lpu e serve un finanziamento per rinnovarli

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Genova. Le segreterie genovesi di Fiom, Fim e Uilm scrivono al presidente del consiglio Giuseppe Conte e al ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio chiedendo una convocazione ”per la conferma dell’accordo di programma e degli istituti ad esso connessi” relativi all’Ilva di Cornigliano.

Contestualmente nella lettera i sindacati chiedono al premier la conferma e quindi il finanziamento dei lavori di pubblica utilità a integrazione della cassa integrazione straordinaria quale “strumento per garantire la continuità occupazionale per tutti i lavoratori” prevista dall’accordo di programma. La lettera è partita questo pomeriggio dopo che in mattinata Fiom, Fim e Uilm hanno ricevuto dall’azienda la comunicazione in cui si chiede la proroga della cassa integrazione per i lavoratori genovesi che scade il prossimo 30 settembre.

La richiesta è per 650 dipendenti, ma di fatto attualmente utilizzano la Cigs circa 380 lavoratori. Di questi circa 330 anche quest’anno hanno integrato il reddito come prevede l’accordo di programma che sancisce la continuità salariale, grazie agli lpu finanziati tramite società per Cornigliano.

Chi conosce la realtà dell’Ilva di Cornigliano sa che il momento del rinnovo dei lavori di pubblica utilità, che richiede di fatto un finanziamento ad hoc da parte dell’esecutivo, non ha mancato in passato di creare momenti di tensione e scioperi.

Il passaggio formale di oggi quindi può essere letto come una sorta di “avviso bonario” al Governo con la speranza che al più presto arrivi una convocazione e una risposta positiva nella complessa situazione di incertezza sul futuro degli impianti.