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Dissuasori, la risposta alla protesta musicale: “Bisogna avere rispetto per regole e soldi spesi”

Arriva a breve giro la risposta di Bordilli e Carratù al flash mob musicale di Piazza Banchi contro i dissuasori

Genova. L’assessore al turismo, commercio e artigianato del Comune di Genova, e il presidente del Municipio Centro Est, chiedono più rispetto per le opere realizzate nel centro storico.

L’appello arriva attraverso una nota stampa diffusa questo pomeriggio, in risposta alla esibizione di protesta della giovane cantautrice genovese Oliva, che ieri si è esibita seduta sui pannelli informativi che compongono i dissuasori di seduta di Piazza Banchi.

«Il centro storico di Genova, patrimonio mondiale dell’Unesco, è un luogo di aggregazione e una vetrina importante, non solo per tutti i cittadini ma anche e, soprattutto, per i numerosi turisti – si legge nella nota – Oltre al chiaro ruolo segnaletico, in una città in cui le indicazioni per i turisti erano per lo più assenti e dimenticate dalle scorse amministrazioni comunali, i pannelli informativi hanno anche il fine di evitare che ubriachi, tossicodipendenti e altri tipi di sbandati possano bivaccare sulla panchina di marmo della Loggia della Mercanzia”.

E in risposta alla protesta: “Troviamo alquanto inappropriato, che un’artista di strada abbia deciso di manifestare il suo dissenso, sedendosi e cantando sui suddetti pannelli – scrivono – Nessuno ha intenzione di impedire agli artisti di strada di esibirsi, tuttavia è importante che tutti abbiano rispetto delle regole e dei soldi pubblici spesi, senza arrecare danno a qualsivoglia struttura e, soprattutto, senza portare ulteriore degrado”.

“Il centro storico è un biglietto da visita importante per il nostro turismo – concludono assessore e presidente – per questo riteniamo che sia fondamentale il rispetto assiduo delle regole, e siamo certi che questi accorgimenti non potranno che trovare ampio consenso da tutte le parti che hanno a cuore l’interesse del centro storico».

La giovane artista, raggiunta da Genova24, risponde: “Non stavo lavorando – sottolinea Oliva – non avevo il cappello e non chiedevo soldi. Stavo esprimendo una mia opinione attraverso la musica”.