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Crollo ponte Morandi, i lavoratori Amiu denunciano: “Da tre anni reti metalliche per proteggere da ferri e calcinacci” foto

Le foto dei mezzi schiacciati al Rialzo dove sono morti i due dipendenti della azienda pubblica per la raccolta dei rifiuti

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Genova. Sono drammatiche le immagini che mostrano come sono ridotti i mezzi di Amiu dentro i quali sono rimasti schiacciati Bruno Casagrande e Mirko Vicini, i due dipendenti dell’azienda pubblica per la gestione dei rifiuti genovesi, morti martedì mattina nel crollo di ponte Morandi. Vicini è ancora disperso.

“E’ dal 2015 che nell’area del Rialzo dove è avvenuta la tragedia e nella rimessa di Campi, dall’altra parte del fiume, erano state tirate su reti metalliche perché cadevano dei pezzi di ferro e calcinacci” denuncia Paolo Petrosino, lavoratore Amiu e delegato Usb.

“Addirittura a Campi – racconta – era stata montata una struttura sotto la quale potevano passare i mezzi e c’è un cartello che obbliga i lavoratori a passare sotto un’altra struttura nata originariamente per il lavaggio dei mezzi utilizzata invece come passaggio protetto. Amiu in pratica, visto che società Autostrade diceva che non c’era alcun pericolo, aveva autonomamente predisposto delle misure di sicurezza, ma davanti a quello che è accaduto ovviamente non potevano bastare”.

Rialzo e Campi sotto il ponte Morandi, ma anche la Volpara sotto il viadotto della Val Bisagno: “I nostri posti di lavoro sono spesso sotto viadotti. Abbiamo sempre forse colpevolmente considerato questo come una cosa normale, ora ci aggiorniamo tutti che non è così” dice ancora sotto choc come tutti i colleghi. Ora i sindacati pretendono dall’azienda che sia garantita la sicurezza del posto di lavoro: “Amiu deve pretendere dal Comune che i lavoratori possano andare a cambiarsi in un posto sicuro, questa tragedia deve far aprire gli occhi a tutti”.

Intanto questa mattina sul profilo Facebook di Amiu un messaggio di cordoglio dell’azienda: “Amiu Genova Spa tutta con immenso dolore è vicina alla famiglia del Collega Bruno Casagrande, rimasto coinvolto nella tragedia del crollo del Ponte Morandi. Inoltre, tutti i dipendenti si stringono con affetto attorno alla famiglia di Mirko Vicini, ancora disperso, in queste ore molto difficili e di lacerante attesa”.