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Bando periferie: salvi i fondi per i progetti a Genova, a rischio gli altri Comuni

Una nota del sottosegretario all'Economia fa luce su una mossa che aveva scatenato il panico negli uffici dei Lavori pubblici a Tursi. Ma le preoccupazioni di Anci restano

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Genova. Si sgonfia, ma solo a Genova, la polemica legata al rischio di congelamento per due anni dei fondi legati al bando Periferie dei governi Renzi e Gentiloni. Dopo ore di vero e proprio panico a palazzo Tursi, che temeva di dover stoppare cantieri già avviati, opere assegnate con gare o progettazioni in corso, arriva una nota di chiarimento da Laura Castelli, sottosegretario all’Economia, M5S.

La nota precisa come tra i molti progetti per cui i soldi del bando saranno messi da parte – per finanziare altre opere – ce ne sono alcuni che non saranno toccati. Sono 24 e tra questi c’è il “pacchetto” dei 18 milioni per Genova. Restano a rischio invece i 40 milioni per altri Comuni della città metropolitana e i fondi per il resto della Liguria (in tutto 111 milioni).

“Rivendichiamo con orgoglio l’emendamento del decreto proroga termini da noi promosso grazie al quale si sblocca finalmente 1 miliardo di euro per investimenti degli 8000 enti locali” scrive Castelli.

“In merito alla questione dei fondi per le periferie relativi ai progetti locali bisogna fare chiarezza. Il Governo – aggiunge – è intervenuto per dare attuazione alla sentenza della Corte costituzionale n. 74 del 2018. Abbiamo pertanto garantito immediata finanziabilità per i primi 24 progetti che hanno ricevuto un punteggio superiore a 70/100. Ma, vista la necessità di rispettare la sentenza della Consulta, è stato necessario intervenire per analizzare i restanti progetti e valutare quali abbiano davvero una funzione di rilancio per le periferie. In ogni caso le spese progettuali già sostenute saranno rimborsate”.