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Bando delle periferie, Anci chiede al governo di non fermare le convenzioni: “Danni enormi”

Per la Città metropolitana erano stati stanziati 40 milioni

Genova. Anche Anci, l’associazione dei Comuni italiani, è preoccupata per la sospensione delle convenzioni del Bando Periferie, anche alla luce degli oneri sostenuti per la progettazione e per l’avvio di alcune delle opere previste. Così il presidente Anci Antonio Decaro, in riferimento al testo contenuto in uno degli emendamenti del decreto Milleproroghe, approvato lunedì in Senato.

Alla Liguria sono state assegnati circa 111 milioni di euro per la riqualificazione delle periferie, di cui quasi 40 milioni alla Città Metropolitana di Genova e 18 al Comune di Genova. Grazie a questi cantieri, inoltre, si stavano finalmente generando opportunità di lavoro importanti in tutta la regione.

Con questi fondi, si è potuto intervenire sulla riqualificazione di importanti siti periferici come il mercato di piazza Tre Ponti, il centro civico di Buranello, i Magazzini del Sale, l’ex mercato del Campasso (nella foto) e il Chiostro della Certosa, tutti a Genova.

Per la Città Metropolitana di Genova, gli interventi previsti riguardano: ristrutturazioni di scuole e loro adeguamento antisismico, mitigazione del rischio idrogeologico, sistemazioni idrauliche e ristrutturazioni stradali nei Comuni di Busalla, Campo Ligure, Campomorone, Ceranesi, Isola de Cantone, Masone, Mele, Mignanego, Ronco Scrivia, Rossiglione, Sant’Olcese, Savignone, Tiglieto, Vobbia e la stessa città di Genova, per complessivi 40 milioni di euro.

L’Ufficio di presidenza Anci Liguria esprime forte preoccupazione per l’importanza strategica che queste opere rivestono non solo per i 4 comuni capoluogo e per tutti quelli coinvolti, ma anche perché a cantieri ormai avviati e a bilanci già impegnati, il danno che si provocherebbe assumerebbe proporzioni di gran lunga superiore ai 111 milioni di interventi totali previsti dal Bando Periferie.

L’Ufficio di Presidenza, in stretta collaborazione con i Comuni coinvolti e ANCI nazionale sta sollecitando i parlamentari liguri affinché si attivino per scongiurare quella che si configurerebbe come una grave sciagura per l’intero sistema Liguria.