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Il “museo del jeans”? Potrebbe non essere solo il casus belli che ha fatto dimettere Elisa Serafini

Manuela Arata, ex presidente del Festival della Scienza, e tra i saggi della giunta Bucci rivela: "Sono dieci anni che lavoro all'idea"

Genova. Se davvero sia stato il casus belli che ha portato alle dimissioni dell’assessore alla Cultura del Comune di Genova non è chiaro, ma l’idea di creare a Genova un “museo del jeans” resta all’ordine del giorno sul tavolo della giunta Bucci e la sua madrina è davvero Manuela Arata, ideatrice ed ex presidente del Festival della Scienza di Genova.

“E’ un’idea a cui sto ragionando da molto tempo – racconta Arata – da circa dieci anni, sarebbe il modo per portare di nuovo in auge il nome di Genova legandolo a un tessuto fra i più popolari e conosciuti della storia”.

Manuela Arata, ex iscritta al Pd, nel 2017 si era candidata provocatoriamente, poi rinunciando, a correre per la poltrona di sindaco per lo stesso Partito democratico. Abbandonate le fila del centrosinistra, lo scorso anno è stata chiamata da Marco Bucci nell’elenco dei suoi “saggi”, collaboratori a titolo gratuito della squadra di governo scelti tra la società civile.

Arata che sorride e non commenta né il terremoto in giunta (Serafini non avrebbe gradito l’ipotesi di un progetto a quattro mani con lei) né i rumor che parlano del suo nome come fra quelli per l’assessorato alla Cultura, una decina di giorni fa ha vinto la causa in primo grado contro il Festival della Scienza, di cui è azionista anche il Comune di Genova, per non avere percepito alcun compenso nel periodo di presidenza della stessa società: in ballo c’è un risarcimento di 180mila euro ma bisognerà attendere il ricorso in appello.