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Ilva, Manganaro (Fiom): “Bene fare chiarezza purché non ricada sulle spalle dei lavoratori”

Di Maio ha inviato all'Anac il dossier sulla cessione degli impianti a Mittal per "possibili anomalie nella procedura di gara"

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Genova. “Come Fiom fin dall’inizio abbiamo chiesto trasparenza sulla gara per la cessione degli impianti Ilva e dopo la vittoria della cordata guidata da Mittal abbiamo chiesto invano di vedere i due progetti e i relativi punteggi. Cosa ancora più grave dopo mesi che si sedevamo al tavolo di trattativa abbiamo scoperto che c’era un accordo segreto tra il governo e Mittal, quindi da un lato è bene che il nuovo governo voglia vederci chiaro, ma l’importante è che questa chiarezza non ricada sulle spalle dei lavoratori perché in ogni caso anche se ci fossero nuovi stop alla cessione l’Ilva deve rimanere aperta”. Lo chiarisce il segretario genovese della Fiom Bruno Manganaro dopo la notizia che il ministro dello sviluppo economico Luigi di Maio ha inviato all’Autorità Anticorruzione guidata da Raffaele Cantone i documenti sulla cessione dell’Ilva a causa di “possibili anomalie nella procedura di gara”.

Il segretario della Fiom ripercorrendo i mesi che hanno portato alla gara e alla vittoria del gruppo franco-indiano ricorda come “ci siano stati elementi che hanno suscitato dubbi e domande come il fatto che Calenda prima dell’aggiudicazione della gara abbia chiesto a Mittal di rilanciare sull’occupazione costringendo il gruppo ad aumentare il numero dei dipendenti diretti previsti da 8.500 a 10 mila, mentre ad Acciaitalia, che si era detta disponibile a rilanciare a sua volta, questo di fatto non è stato consentito”.

A questo proposito Manganaro ricorda anche l’intervista rilasciata il 18 giugno al supplemento economico di Repubblica Affari e Finanza di Lucia Morselli, ad della cordata Acciaitalia, che ha perso la gara: “Morselli sottolinea come nemmeno loro abbiamo mai potuto vedere i piani a confronto per capire perché avevano perso la gara”.

Di Maio di fatto già nell’incontro con i sindacati di lunedì “aveva anticipato di voler vedere con calma le carte perché dice di aver trovato opacità e omissis. Ben venga la chiarezza quindi – ripete Managanaro – ma appunto sempre che non siano i lavoratori a pagare la cattiva gestione della vicenda di quest’ultimo anno”.