Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Dove sono finiti i 49 milioni della Lega? A Genova una caccia al tesoro – vera – per scovarli

Il tam tam è iniziato su Facebook, l'appuntamento è per mercoledì 18 luglio alle 18 davanti alla cattedrale di San Lorenzo

Genova. Chissà, magari si trovano sotto il leone di marmo sulla scalinata della cattedrale, o in cima al Barchile di piazza Campetto, o dietro al bancone della “Marchesa”. Il tesoro potrebbe essere ovunque, o da nessuna parte. Stiamo parlando dei 49 milioni di euro che – secondo una sentenza della Cassazione, che ha confermato a sua volta una sentenza del tribunale di Genova – dovrebbero essere sequestrati alla Lega.

Ma di quei soldi, come si sa, non v’è traccia. Ecco quindi che un gruppo di giovani creativi, a Genova, hanno organizzato una “caccia al tesoro”. Letteralmente parlando. Tra goliardia e denuncia, per cercare il bottino.

L’appuntamento, per tutti coloro che volessero partecipare, è per mercoledì 18 luglio in piazza San Lorenzo, la competizione durerà dalle 18 alle 20. E’ organizzato dagli amministratori della pagina Facebook “Come ha speso 49 milioni di euro la Lega”, la quale ogni giorno prova a ipotizzare ironicamente come possano essere stati investiti (in centinaia di migliaia di taser, in milioni di modellini di ruspe, in like sui social network, eccetera eccetera)

Il personaggio simbolo dell’iniziativa è il signor Bonaventura, “truffato come gli italiani”, dicono gli organizzatori. La gara sarà una caccia al tesoro vera e propria, con domande, prove pratiche, tappe da superare. Non è escluso che il gioco possa diventare un format ed essere replicato in altre città italiane.

Ma di cosa stiamo parlando? Della sentenza della Cassazione che il 3 luglio ha disposto il sequestro dei conti della Lega Nord fino al raggiungimento della somma di 49 milioni di euro, confermando il sequestro preventivo disposto dal tribunale di Genova il 4 settembre 2017. Il decreto di sequestro è diretta conseguenza della condanna in primo grado a carico dell’ex leader della Lega (e attualmente senatore nel gruppo Lega – Salvini Premier) Umberto Bossi e l’ex tesoriere Francesco Belsito per il reato di “truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche”. Il reato è una truffa sui rimborsi elettorali che la Lega ha ricevuto indebitamente in base a rendiconti contabili irregolari sugli esercizi dal 2008 al 2010 presentati alla Camera e al Senato. Come si legge nella sentenza della Cassazione la somma di € 48.696.617,00 da sequestrare alla Lega corrisponde al profitto percepito dai reati per i quali vi era stata condanna. Né Bossi né Salvini (e la Lega) hanno saputo o voluto dire dove siano finiti quei soldi. Salvini ha detto che sono stati spesi tutti, Bossi ha detto di “chiedere ai servizi”.