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Crisi Qui! Group, Confesercenti ipotizza istanza fallimento: “Raccogliamo i dati dei crediti”

Lanciato l'appello per raccogliere tutti i dati per recuperare più soldi possibile

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Genova. «A fronte delle recenti notizie sulla crisi di Qui! Group apparse oggi sulla stampa, e in seguito al completo blocco dei pagamenti agli esercenti che si trovano ad affrontare una situazione non più sostenibile, auspichiamo un pronto intervento da parte delle istituzioni, ad ogni livello, a partire dal governo fino alla Regione Liguria e al Comune di Genova. Cogliamo inoltre l’occasione per sollecitare lo stesso esecutivo e il parlamento a mettere mano ad una normativa, quella sui buoni pasto, che così com’è oggi è a dir poco scellerata».

Così Paolo Barbieri, vicedirettore di Confesercenti Genova, interviene in merito alla delicata situazione venutasi a creare per molti titolari di pubblici esercizi che, in alcuni casi, vantano crediti di diverse decine di migliaia di euro, se non addirittura centinaia, nei confronti della società emettitrice di buoni pasto Qui! Group, recentemente sospesa dalla Consip proprio per la sua morosità nei pagamenti a bar, ristoranti ed esercizi alimentari.

«I danni rischiano di essere molto ingenti e pertanto – prosegue Barbieri – sarà necessario, oltre a naturalmente a contemplare misure a sostegno dei dipendenti del gruppo, prendere in seria considerazione anche lo stato della categoria che rappresentiamo, quella dei gestori di pubblici esercizi e degli alimentaristi, onde evitare il fallimento a catena di numerose piccole attività per le quali sarà impossibile sostenere economicamente la perdita che sembra profilarsi all’orizzonte».

«In città ci sono ancora attività che stanno fornendo il servizio sostitutivo di mensa e pensiamo che, in assenza di rassicurazioni, tale servizio non possa e non debba più essere garantito, poiché il rischio di aggiungere altre pedite a quelle già subite è, purtroppo, concreto – mette in guardia il vicedirettore di Confesercenti -. Per mesi, anche con senso di responsabilità verso i dipendenti dell’azienda e per i fruitori diretti del servizio, abbiamo fatto pressione su Qui! Group per sbloccare i pagamenti alle aziende associate che si erano rivolte a noi, ed in diversi casi si è riusciti, grazie ai ripetuti solleciti, a ridurre l’esposizione debitoria anche nell’ordine di centinaia di migliaia di euro. Ora però, di fronte al perdurante silenzio dell’azienda, riteniamo fondamentale procedere ad un censimento puntuale dei soggetti e dei crediti vantati».

«Chiediamo alle aziende che non l’abbiano ancora fatto – è l’appello di Barbieri -, di comunicarci quanto prima i dati e l’esatto ammontare del credito, anche per poter valutare con cognizione di causa e con numeri certi le prossime mosse, che potrebbero portare in tempi brevi alla promozione, da parte della categoria, di un’istanza di fallimento per cercare di recuperare, almeno in parte, le spese sostenute».