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Autotrasporto, terza giornata di passione per lo sciopero in porto

Genova. Ancora una giornata di protesta ai varchi portuali di Genova, per i lavoratori dell’Autotrasporto che, da giovedì, presidiano i varchi portuali con un’attività di filtraggio per i camion che trasportano container. Genova. L’incontro di ieri in Prefettura, oltre 4 ore di tavolo di confronto, ha portato a margini di trattativa ma, purtroppo, si è concluso con un nulla di fatto. 

Al tavolo, infatti, erano presenti tutti i soggetti coinvolti nella vertenza: dai terminalisti alle istituzioni, tra cui il prefetto di Genova Fiamma Spena, il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e il sottosegretario ai Trasporti Edoardo Rixi. Mancava, però, una componente che i sindacati ritengono fondamentale, quella delle imprese che non hanno siglato il pre accordo, necessaria a dare gambe a un provvedimento che va, almeno per quanto riguarda gli indennizzi, nella giusta direzione.

Nel documento elaborato nel corso dell’incontro, infatti, si parla di un indennizzo concreto per ogni ora di attesa, oltre la prima, passata ai terminal. Una quarantina di euro, di cui circa 10 destinati all’autotrasportatore. Ma senza la firma delle imprese, che secondo indiscrezioni nei giorni scorsi avevano scritto ai lavoratori smentendo questa possibilità, tutto resta “lettera morta”.

A non soddisfare i sindacati che hanno indetto lo sciopero, Cgil, Cisl è Uil, anche le poche rassicurazioni dal punto di vista della sicurezza, che è l’altro grande tema della mobilitazione, è per il quale non è stata ancora trovata una “quadra” ben precisa. “C’è bisogno di un accordo quadro che garantisca salute e sicurezza dei lavoratori di fronte ai tempi di attesa ai terminal – spiegano – e questa fase va regolamentata, non si tratta soltanto di monetizzare il rischio”.

Adesso, quindi, restano i presidi ai varchi portuali, che saranno attivi fino alla mezzanotte. Per ora la situazione non ha avuto le temute ricadute sul traffico cittadini, e anche il movimento di entrata e uscita dei traghetti non ne ha risentito, ma il danno per la comunità portuale è stato comunque molto forte. Lunedì, forse, la ripresa di un dialogo a Palazzo S. Giorgio, sede dell’autorità di sistema portuale. “La trattativa è sospesa ma può ripartire a qualsiasi ora dal nostro conto – concludono i sindacati – non sappiamo la posizione delle controparti, ma noi siamo aperti al dialogo”.