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Rotonde genovesi, “trova le differenze”. Ponente e Levante, due città diverse fotogallery

Nervi e Di Negro, Foce e Sampierdarena: quando l'arredo urbano fa la differenza

Genova. Come se fossero due città diverse, ma sono due quartieri della stessa Genova in cui viviamo. Parliamo del Ponente e del Levante, da sempre divisi per attitudine e scelte urbanistiche, e ancora oggi lontani uno dall’altro molto di più di quanto fisicamente lo siano nella realtà.

I dettagli, si sa, sono importanti. In ambito urbano lo sono sopratutto se l’idea di rilancio della “meravigliosità” è fondante di un progetto politico. Ma i dettagli possono essere ancora più importanti se utilizzati per mettere in luce differenze di gestione della “cosa pubblica”.

E da questi dettagli emergono inspiegabili differenze: a Nervi la rotonda di via Oberdan, che si può “incrociare” alla fine della rampa di corso Europa è un tripudio di piante “liguri”, dagli ulivi alla Lavanda, tra decine di fiori.

A Di Negro, la mega rotonda spartitraffico tra via Milano e Via di Francia, la prima che si incontra arrivando in città da Genova Ovest, è uno spettacolo malinconico e malconcio fatto di ghiaia e qualche pianta solitaria,che prova a sopravvivere in compagnia di erbacce e rifiuti.

Una accostamento che fa il paio con il confronto tra la “verde” rotonda della Foce, e la grigia rotonda di Sampiedarena, da molti soprannominata ormai “manopola da lavatrice” per la sua forma altrimenti non spiegabile.

Insomma, ancora una volta Genova si specchia pienamente nella raffigurazione di un Giano Bifronte, con due volti rivolti i due direzioni contrapposte, in questo caso, ancora una volta, Ponente e Levante.