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Il Museo dell’emigrazione italiano lascia Roma e sbarca alla Commenda di Pré

Il progetto, presentato stamani, sarà pronto nel 2020: sarà ispirato ai grandi musei europei dell'emigrazione

Genova. Non più nell’edificio del Metellino, come previsto inizialmente , ma negli spazi della Commenda di Pré. Progettazione entro la fine dell’anno, lavori nel 2019, apertura nel 2020 per quello che sarà il Museo dell’emigrazione italiana che raccoglierà, ampliandola, l’eredità del provvisorio e ormai chiuso Mei di Roma, al Vittoriano.

“Un museo nazionale che viene portato a Genova e integrato con il materiale che abbiamo già qui a Genova – dice il sindaco Marco Bucci – un museo che sarà importante per i giovani, che potranno conoscere la nostra storia, per i cittadini italiani che potranno trovare riferimenti sulle proprie origini, e per i turisti, che potranno osservare quello che è stato l’imprinting lasciato dagli italiani nel mondo”.

Bucci, che rievoca la propria personale esperienza di “emigrato”, seppur per un periodo di tempo limitato, negli Stati Uniti, spiega di essersi recato a Ellis Island, il centro di sbarco delle grandi migrazioni del Novecento a New York, e di avere trovato il proprio cognome nell’elenco dei milioni di riferimenti registrati.

E il Mei di Genova sarà, in un certo senso, la Ellis Island italiana, ma si ispirerà ad altre importanti strutture museali europee come il German Emigration Center di Bremerhaven, in Germania, o l’Epic – Irish emigration museum a Dublino, in Irlanda.

Il progetto è stato finanziato nella sua parte più consistente dallo stato italiano. 3 milioni di euro dal Mibact, grandi progetti beni culturali; 2 milioni dal Patto per Genova siglato tra città e governo Renzi; 300 mila euro dalla Compagnia di San Paolo.

“Questo è un grande progetto – afferma l’assessore regionale alla Cultura Ilaria Cavo – quando siamo stati convocati dal ministero, che ci ha chiesto se eravamo pronti, abbiamo detto sì e abbiamo firmato un accordo di valorizzazione, quindi il progetto parte e lo fa in un edificio che storicamente era l’ultima casa per chi poi sarebbe partito per altri paesi”.

Si tratterà di un museo ampiamente interattivo e multimediale sulla falsa riga della sezione sull’emigrazione già esistente al Galata Museo del Mare. L’intervento architettonico sulla Commenda, edificio del XII secolo, sarà rispettoso della specificità e dei vincoli del manufatto. Gli interventi saranno limitati, con la realizzazione di vetrature al livello della loggia del primo piano e del secondo e la realizzazione di pavimenti galleggianti di raccordo.

“Creiamo un triangolo museale – afferma Elisa Serafini, assessore comunale al Marketing territoriale, Cultura e Politiche giovanili – che comprende porto antico, acquario e Museo del mare in darsena e questo ci permetterà di coinvolgere e rilanciare maggiormente la zona di Pré con un’attrattiva turistica di altissimo livello”.

Il Mei sarà visitabile con un biglietto unico, senza sovrapprezzo, insieme al Galata, dice Nicoletta Viziano, al vertice del MuMa, il polo del museo del mare.