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Morte sul lavoro a Sestri Ponente, sciopero e presidio alla Fincantieri. I metalmeccanici: “Strage senza fine” fotogallery

Un'ora di stop anche in tutte le altre aziende metalmeccaniche genovesi. Sul caso aperta un'inchiesta

Genova. 8 ore di sciopero, a partire dalle 6 di questa mattina, e un presidio davanti ai cancelli di via Soliman, a Sestri Ponente, dopo la morte – ieri pomeriggio – di Salvatore Lombardo, 43 anni, operaio alla Fincantieri per un’azienda in appalto, caduto da quasi 20 metri d’altezza mentre stava lavorando su una nave in consegna per la Virgin.

L’uomo, sposato e padre, residente a Marassi anche se originario di Vibo Valentia, era dipendente della Ottaviani. Sull’accaduto è stata aperta un’inchiesta. Intanto, scrivono i sindacati metalmeccanici, “mentre la politica è lontana dai temi del lavoro e discute d’altro si continua a morire sul lavoro e la strage non si ferma e continua anche in aziende come Fincantieri di proprietà pubblica”.

In segno di lutto e di protesta i lavoratori del cantiere oggi scenderanno in sciopero per 8 ore su tutti e tre i turni. Un’ora di sciopero sarà proclamata anche in tutte le altre aziende metalmeccaniche genovesi con modalità decise dalle singole rsu.

La politica. Ieri sera sono arrivati, a raffica, comunicati di cordoglio dalle principali cariche e dai partiti. Tra questi Giovanni Toti, presidenti della Regione, con tutta la giunta: “Tutta la giunta si stringe intorno ai famigliari e ai colleghi di Salvatore Lombardo e ribadisce il suo impegno a garantire a tutti il diritto di lavorare in totale sicurezza”. “Di questo – prosegue la nota – si è già discusso con i sindacati nella Cabina di Regia sul lavoro e di questo si discuterà durante gli Stati Generali sul lavoro che si svolgeranno a luglio a Genova. Metteremo sul tavolo proposte concrete per garantire maggior sicurezza a tutti i lavoratori”.

Anche il Partito Democratico, regionale e provinciale, esprime profondo cordoglio per la morte dell’operaio di Fincantieri a Sestri Ponente. “Ancora una volta purtroppo la cronaca ci porta drammaticamente all’attenzione l’importanza e l’urgenza di risposte efficaci al tema della sicurezza sui luoghi di lavoro. Occorre agire con concretezza per combattere questa triste realtà, lavorando insieme tra istituzioni, imprese, parti sociali. Perché il diritto a un lavoro sicuro sia la regola”.

Rifondazione Comunista Genova e Liguria lanciano la provocazione: “A Genova oggi è morto Salvatore, di origini calabresi: anche lui famiglia di migranti.  Anche oggi ci sarà chi avrà la faccia di dire che il problema in Italia sono i migranti! Che bisogna tagliare le tasse ai ricchi, perché, poverini, loro investono.. Investono? In sicurezza certamente no! Italia, 13mila morti sul lavoro in 10 anni. Una guerra”.

Per Bruno Manganaro, Segretario Generale Fiom Cgil Genova, “La morte di Salvatore deve essere ricordata evitando che tutto si ripeta – ha detto il sindacalista – Bisogna che velocemente si convochi un tavolo presso la Prefettura insieme al Sindacato, gli Enti locali, la Fincantieri, Asl, Inail perche’ e’ necessario capire e trovare soluzioni a queste morti. Salvatore Lombardo e’ morto lavorando in Fincantieri, una ditta in appalto dove i tempi di lavoro ed i costi per la produzione mettono a rischio la vita. Si lavora per poter vivere decentemente insieme alla propria famiglia, ma il lavoro insicuro puo’ portare alla morte”.

“Per contrastare questa grave situazione serve un maggior rigore nell’applicazione di quanto prevede la legge e i contrattirafforzando i controlli per una maggiore prevenzione da parte degli organi proposti per evitare ulteriori incidenti mortali sul lavoro – dichiarano Antonio Apa, Segretario Generale Uilm Genova e Mario Ghini Segretario Generale Uil Liguria – La Uilm ha scritto al Prefetto chiedendo un tavolo mirato con le Segreterie Confederali, le OO.SS. provinciali dei metalmeccanici e gli organi preposti alla tutela dell’igiene e alla sicurezza del lavoro, che oltre ad avviare un’operazione di monitoraggio individui con risolutezza ed efficacia strumenti adeguati per far sì che non si debba piangere ulteriori morti nei luoghi di lavoro”.