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L’Aquarius resta in alto mare, oggi a Genova doppio presidio: “Riapriamo i porti d’Italia”

Alle 18 a De Ferrari, organizzato da Genova Che Osa, aderiscono partiti, sindacati e associazioni. Stamani davanti alla prefettura sit-in di attivisti e migranti

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Genova. Organizzata dai giovani di Genova Che Osa, ha raccolto le adesioni di Genovasolidale, rete che include associazioni e sindacati, tra cui la Fiom, ma anche Arci, Pd, l’associazione interetnica 3 febbraio e singoli cittadini pronti a scendere in piazza contro la decisione del governo italiano di non accogliere la nave Aquarius, carica di oltre 600 migranti in precarie condizioni di salute.

L’appuntamento è per oggi pomeriggio alle 18 in piazza De Ferrari. Dalla notte tra sabato e domenica la Aquarius, nave per il salvataggio dei migranti della ong SOS Mediterranée, sta aspettando il permesso delle autorità italiane per attraccare in un porto della Sicilia. Il governo di centrodestra ha negato l’autorizzazione in un braccio di ferro con Malta. Il primo ministro socialista Pedro Sanchez ha annunciato che la Spagna permetterà all’imbarcazione di attraccare a Valencia ma, forse anche per il mare grosso, l’Aquarius è rimasta ferma al largo della Sicilia.

Stamani poi è stata la Guardia Costiera a spiegare cosa accadrà adesso: “Nella mattinata odierna, la nave Aquarius è stata rifornita di viveri e generi di prima necessità – si legge nel comunicato – nelle prossime ore, parte dei migranti di nave Aquarius saranno trasferiti su nave Dattilo della Guardia Costiera e su una nave della Marina Militare, allo scopo di consentire il trasferimento delle tre unità verso le coste spagnole, nelle condizioni di massima sicurezza possibile per le persone presenti a bordo. Su nave Dattilo della Guardia Costiera sarà presente personale medico del Corpo Italiano di Soccorso dell’Ordine di Malta e personale Unicef a supporto dei minori. Il tempo di navigazione stimato è di 4 giorni. Per garantire assistenza immediata in caso di emergenze di carattere sanitario durante il trasferimento, sono stati allertati i Comandi territoriali della Guardia Costiera, nonché i Centri di coordinamento SAR dei Paesi nelle cui acque di responsabilità transiteranno le tre unità“.

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“Alla follia disumana dei porti chiusi del governo rispondiamo con Genova città aperta, città di mare, di scambi, di culture differenti che si incontrano, ma soprattutto di umanità – affermano da Genova Che Osa – non basta più indignarsi di fronte alla violenza verbale e politica di questo nuovo governo e i partiti che lo sostengono hanno fondato il loro consenso sulle pelle dei più deboli alimentando paure, odio e xenofobia”.

Stamani, alle 11, altra manifestazione davanti alla Prefettura, cui hanno preso parte alcuni attivisti sociali e alcuni migranti. Si è trattato di una manifestazione spontanea in cui si sono contrapposti dei cartelli con scritto “sconfitta” alle vittoria declamata dal vicepremier Matteo Salvini in merito alla vicenda dell’Aquarius e della “non accoglienza” dei migranti.