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Ictus, intervenire “PRESTO” può salvare una vita

Se si interviene entro le 4 ore e mezzo è possibile veder regredire totalmente i sintomi.

Genova. Conoscere i sintomi dell’Ictus per riuscire a intervenire in tempi brevi perché, grazie alle nuove cure, se si interviene entro le 4 ore e mezzo è, addirittura, possibile veder regredire totalmente i sintomi. In Liguria, infatti, ogni anno ci sono 4.500 nuovi casi di ictus, quindi mediamente 12 ogni giorno, ma secondo un’indagine, il 30%delle persone non sa cosa sia un ictus, l’80% sa che occorre chiamare subito i soccorsi se si viene colpiti da ictus, ma il 20% non sa riconoscere i sintomi.

pronto soccorso

Per questo motivo ha preso il via P.R.E.S.T.O, la campagna informativa regionale per aumentare la conoscenza nella popolazione dei sintomi dell’ictus e favorire così un accesso più tempestivo ai Pronto Soccorso. “Abbiamo chiamato così la campagna, oltre che per sottolineare che non si deve perdere tempo – spiega Massimo Del Sette, Direttore di Neurologia al Galliera e Presidente di Alice onlus – anche perché ogni lettera suggerisce un sintomo. P come perdere forza a un braccio o a una gamba, R riduzione della vista, E come espressione verbale, ovvero difficoltà nel parlare, e la S per il sorriso che mostra se la bocca è diritto abbassata da un lato. La T sta per non perdere tempo e la O per ospedale, dove bisogna recarsi immediatamente”.

La Liguria è prima in Italia per numero di trattamenti effettuati nell’ictus ischemico, rapportato alla popolazione ma solo il 50% dei pazienti che potrebbero essere trattati viene in effetti sottoposto alle terapie tempestive. “L’educazione sanitaria è fondamentale – spiega la Vice Presidente della Regione, Sonia Viale – perché intervenire nelle prime ore significa poter comunque superare la malattia in modo autonomo e indipendente, proseguendo una vita normale. In Liguria abbiamo una rete molto attrezzata con otto centri ictus, posizionati on centro strategici attrezzati per questo tipo di patologie e l’hub regionale del Policlinico San Martino”.