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Trappole alla birra per catturare la “vespa killer”

L'annuncio dall'assessore regionale all'Agricoltura Mai che parla della collaborazione delle associazioni di apicoltori dopo il rilevamento di un esemplare di Vespa Orientalis nel porto di Genova

Genova. “La Vespa Orientalis, come molti insetti, è particolarmente attratta dalla birra e quindi in collaborazione con le associazioni apistiche che sono molto competenti in materia cercheremo di realizzare trappole che utilizzano proprio questo tipo di bevanda, per catturarla”.

vespa orientalis

Alla fine potrebbe essere la saggezza contadina a permettere il monitoraggio della “vespa killer” che è stata rilevata nel nostro territorio, molto probabilmente a bordo di una nave. A spiegarlo l’assessore all’Agricoltura della Regione Liguria Stefano Mai che ricorda come si tratti di soluzioni molto semplici: “Bottiglie tagliate a metà e messe a imbuto che, grazie alla birra, riescono ad attrarre gli insetti”.

Per ora è stato solo uno l’esemplare registrato ma l’attenzione resta alta anche perché questa specie, diffusa in Asia, Medio Oriente, Nord Africa e Sud Est Europeo, è presente in modo naturale anche nell’Italia meridionale, in particolare in Sicilia, ma non era mai arrivata in Liguria. E’ temuta perché può provocare danni al settore dell’apicoltura.

“Il problema è più ampio – spiega Mai – e riguarda non solo la Liguria ma anche le altre regioni italiane e europee. Abbiamo invasioni di insetti provenienti da altri paesi che sono trasportati da navi e camion provocando squilibri ambientali. Anche perché queste specie, che nulla hanno a che fare con la nostra biodiversità, possono mettere in crisi l’ecosistema”.

Da parte della Regione, quindi, ci sarà un monitoraggio costante anche verso questo tipo di insetto, molto dannoso per il comparto dell’apicoltura. “Spero che questa sia un caso isolato – prosegue Mai – visto che noi abbiamo già da lottare contro la vespa vellutina, per la quale abbiamo attivato numeri verdi e tecniche di ricerca molto avanzate. Abbiamo, comunque, intenzione di potenziare anche i nostri centri di ricerca, come l’Istituto Regionale di Floricoltura, che a breve lavorerà insieme al Fitosanitario per cercare di dare risposte alle aziende colpite da queste problematiche”.