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Torre Piloti, per il giudice “il pericolo di un urto era prevedibile”

Nel verbale allegato al dispositivo le regioni dei 14 rinvii a giudizio. L'ex comandante Angrisano "aveva posizione di garanzia rispetto alla regolamentazione del traffico marittimo"

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Genova. La collocazione della Torre Piloti, costruita in fondo a Molo Giano, “in luogo contiguo a quello destinato, storicamente e logisticamente, all’evoluzione delle navi” rendeva “prevedibile il pericolo di un urto”. Lo scrive il gip Maria Teresa Rubini nel dispositivo che accompagna il rinvio a giudizio dei progettisti della torre piloti, dei datori di lavoro delle 9 vittime e del responsabili della capitaneria a cominciare dall’ex comandante Felice Angrisano.

“La presenza della torre di controllo crollata è uno degli elementi causali dell’evento dei reati contestati, eventi verificatisi a seguito di una usuale manovra di uscita dal porto”: per il giudice non è tratta quindi di una manovra eccezionale quella che ha portato alla tragedia del 9 maggio 2013.

Nel dettaglio il giudice spiega che gli imputati Paolo Grimaldi, Angelo Spaggiari ed Edoardo Praino, sono stati rinviati a giudizio in quanto “appartenenti alla direzione tecnica dell’autorità portuale hanno sottoscritto il progetto della torre”. Ugo Tomasicchio e Mario Como invece “quali esperti di ingegneria marittima il primo e di tecnica delle costruzioni il secondo hanno espresso un parere favorevole cosi consentendo e non ostacolando il progredire dell’iter amministrativo di approvazione”. Bruno Capocaccia, quale commissario al porto, “che ha approvato la costruzione dell’edificio con quelle caratteristiche”.

Il giudice spiega anche che l’ex comandante Angrisano “aveva posizione di garanzia rispetto alla regolamentazione del traffico marittimo”, mentre i datori di lavoro delle vittime (che appartenevano alla Capitaneria di porto al corpo piloti e all’ente rimorchiatori) “non hanno segnalato la particolare localizzazione dei luoghi di lavoro che erano posti in situazione di rischio”

Tutto questo merita un approfondimento dibattimentale spiega il giudice. Il processo comincerà il prossimo 13 settembre.

 Il filone processuale principale sulla morte delle 9 persone per il crollo della Torre Piloti si era chiuso nel maggio 2017 con una sentenza di primo grado.

 Erano erano stati condannati il comandante della Jolly Nero Roberto Paoloni (10 anni e 4 mesi), il primo ufficiale della nave cargo Lorenzo Repetto (8 anni e 6 mesi) e il direttore di macchina Franco Giammoro (7 anni)oltre che il pilota del porto Antonio Anfossi (4 anni e 2 mesi).

La compagnia Messina era stata condannata al pagamento di un milione e 500 mila euro perché ritenuta responsabile dell’illecito amministrativo relativo al comportamento del comandante. Il processo inizierà il prossimo 13 settembre.