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Ilva, dopo la rottura del tavolo al Mise incontro tra Mittal e i sindacati

Fiom, Fim, Uilm e Usb ribadiscono: "Tutti i 14 mila devono essere assunti da Mittal". Il segretario della Fiom genovese Manganaro attacca Federmanager: "Non si capisce chi rappresentino"

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Genova. “Non una trattativa ma un incontro informale dove i segretari generali di Fiom, Fim, Uilm e Usb hanno ribadito che tutti gli attuali dipendenti dell’Ilva devono essere assunti da Am Ivestco”. Così, appena informato dai vertici del suo sindacato, il segretario genovese della Fiom Bruno Manganaro riassume l’incontro che si è tenuto oggi a Roma tra i referenti del colosso siderurgico Arcelor Mittal e i sindacati della siderurgia.

“Mi sembra normale, visto che la partita giocata dal ministro Calenda è andata male, che chi dovrebbe subentrare nella proprietà dell’Ilva provi a confrontarsi direttamente con noi anche perché se non è vero che l’accordo con i sindacati è indispensabile per siglare l’acquisizione, non credo che Mittal voglia trovarsi subito ad affrontare scioperi e cortei tanto più con un nuovo governo che ancora nemmeno c’è e non si sa come reagirebbe” spiega il numero uno della Fiom genovese.

Secondo quanto appreso gli emissari di Mittal “hanno preso qualche giorno per riferire la posizione dei sindacati ai loro vertici”. L’impegno è quello di incontrarsi nuovamente. Secondo alcune fonti la data sarebbe stata già fissata al prossimo 22 maggio.

Manganaro ricorda ancora una volta che “Mittal deve ricordare che a Genova esiste l’accordo di programma, il che significa che per avere un milione e centomila metri quadrati di aree tutti i 1.500 dipendenti devono aver garantito lavoro e salario”. Il segretario della Fiom genovese risponde anche a Federmanager Liguria che in una nota si si è espressa a favore della proposta formulata dal ministro Calenda: “Federmanager chi?” esordisce Manganaro. “Sinceramente non so a che titolo parlino – aggiunge – visto che per mesi sono venuti agli incontri restando sempre zitti e, per quanto riguarda Genova, non sono nemmeno firmatari dell’accordo di programma”.