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Gronda, la A10 tra Pra’ e Aeroporto? Non declassata ma liberalizzata. E si pagherà parzialmente

Sarà gratis solo per chi entrerà e uscirà fra i tre caselli interessati, e continuerà a essere gestita da Autostrade: l'annuncio oggi durante una commissione consiliare

Genova. Non declassamento ma liberalizzazione. Questo il termine tecnico utilizzato da Alberto Selleri, il dirigente di Autostrade per l’Italia chiamato in commissione consiliare in Comune a Genova per un’informativa all’amministrazione su quello che fino a oggi era definito, appunto, declassamento del tratto di A10 compreso tra Pra’ e Aeroporto. La gratuità, secondo le prescrizioni del ministero delle Infrastrutture, avrebbe dovuto scattare dopo la realizzazione della cosiddetta “gronda di ponente”.

La terminologia, già presente nelle indicazioni ministeriali, consente ad Autostrade di continuare a gestire la tratta e i relativi pedaggi. Sì perché il tratto urbano della A10 nel ponente genovese sarà gratis, sì, ma soltanto per chi entrerà e uscirà tra i caselli di Pra’, Pegli e Aeroporto compresi, ma sarà a pagamento per chi la percorrerà, ad esempio, entrando a Bolzaneto, Arenzano, Nervi e così via.

Selleri ha spiegato che, per invogliare i mezzi a scegliere il nuovo tragitto della gronda per arrivare dal ponente a Genova, tratto più lungo di circa 13 chilometri, il prezzo per la tratta tra Pra’ e Aeroporto sarà lo stesso che per il percorso sul raddoppiamento. Tra i dubbi espressi dai consiglieri, quelli di Paolo Putti (Chiamami Genova), storico esponente dei “no Gronda”: “Non si tratterà di una gratuità, come dovrebbe accadere per una strada urbana, ma di un parziale pagamento, inoltre il nostro timore è che il prezzo della tratta Pra’ – Aeroporto venga sì livellato a quello della gronda, ma al rialzo”.

Il prossimo incontro del tavolo tecnico sul tema della liberalizzazione del tratto autostradale sarà entro la fine del mese. Intanto, per quanto riguarda la futura grande opera Selleri ha spiegato che sono iniziate le rilevazioni di Arpal imposte dal ministero dell’Ambiente e che settimanalmente tutte le attività saranno pubblicate su un sito internet dedicato alla “gronda di ponente” in nome della trasparenza.