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A 40 anni dalla legge Basaglia Genova si impegna a firmare il patto per la città

Oggi in consiglio comunale seduta monotematica

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Genova. A quarant’anni dalla legge Basaglia, la riforma che stabilì la chiusura dei manicomi e la gestione dei servizi di salute mentale come li concepiamo oggi, il consiglio comunale di Genova ha votato un ordine del giorno affinché sia recepito il “Patto per la salute mentale – la città che cura”.

Il documento impegna inoltre sindaco e giunta ad alcune azioni concrete per migliorare il benessere dei cittadini, a partire da un maggiore approfondimento del bilancio sociale dell’ente, fino alla creazione di politiche di sostegno all’abitare e all’inclusione lavorativa delle persone con problemi psichici, ma anche a coinvolgere pazienti e familiari per la definizione dei progetti di welfare e ad attivare una più stretta collaborazione tra i servizi sociali comunali e i servizi di salute mentale. L’ordine del giorno sulla “la città che cura” è stato votato all’unanimità.

Tuttavia da parte dell’opposizione critiche per la scarsa presenza di sindaco ed esponenti della giunta alla seduta monotematica. “Irrispettoso che non ci fosse il sindaco – dice la capogruppo del Pd Cristina Lodi – avremmo anche potuto rinviare la seduta”. Erano presenti gli assessori Fassio, Fanghella, Garassino e Bordilli. L’assessore Fassio ha chiarito che “Il Comune non ha ancora formalmente sottoscritto il patto ma abbraccia in toto le linee del progetto”.