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Terzo Valico, passa la mozione “pro” in consiglio comunale: prove di larghe intese tra centrosinistra e centrodestra

Hanno votato contro i consiglieri M5S e Paolo Putti, che ha mostrato in aula una bandiera No Tav

Genova. Era scontato l’esito della votazione in consiglio comunale per la mozione sul “Completamento dell’infrastruttura ferroviaria Terzo Valico”. Presentata come primo firmatario da Francesco Maresca, consigliere della lista Vince Genova e delegato ai temi del porto e dell’economia del mare, è stata sottoscritta da moltissimi consiglieri sia di maggioranza sia di opposizione ed è stata votata con 34 sì e 6 no.

Il tema è tornato di attualità dopo le dichiarazioni del leader del M5S Luigi Di Maio sulla volontà di stoppare l’infrastruttura. “Non si può pensare – afferma Maresca – di fermare un’opera completamente finanziata, che permetterà al porto di Genova di raddoppiare il traffico container e di ridurre la circolazione dei camion sulle autostrade”.

Contro la mozione, che oltre “a impegnare sindaco e giunta a monitorare e promuovere, a tutti i livelli istituzionali, governo e Regione Liguria, e in tutte le sedi opportune, la realizzazione dell’opera, lo impegna a diffondere campagne informative in merito per fornire ai cittadini gli elementi necessari volti a elaborare una consapevole opinione sul tema”, hanno votato i consiglieri del M5S e Paolo Putti, di Chiamami Genova, che durante ha mostrato all’aula una bandiera No Tav: “Smettiamola di pensare che quest’opera risolverà tutti i problemi del mondo”, ha detto.

putti no tav

“In Liguria esistono decine di opere fondamentali per il futuro della nostra regione – ha affermato Luca Pirondini – che da anni attendono di essere sbloccate, dal raddoppio della Pontremolese a quello del Ponente, dal potenziamento della tratta ferroviaria Savona-Torino al tunnel della val Fontanabuona, senza contare il rilancio dei due valichi esistenti e, soprattutto, così come un accelerazione nei lavori del raddoppio dei binari nel Ponente ligure. Non siamo contro le grandi opere, ma contro quelle inutili e dannose”. “Comunque – ha sottolineato Pirondini – nessuno stop senza prima garantire occupazione dei lavoratori coinvolti”.