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Sversamento a Fegino, Comune chiede a Iplom di ritirare il ricorso al Tar

L'azienda ha sottoposto al Ministero un precedente di Regione Toscana che aggirerebbe la competenza dei comuni in ambito "fluviale"

Genova.Una situazione complicata, sospesa tra vincoli burocratici e conflitti di competenza. Oltre a questo ci si mettono i ricorsi e “precedenti”.

A fare il punto sulla situazione l’assessore Matto Campora, su richiesta del consigliere Giordano, del Movimento 5 Stelle: “Circa un mese fa Iplom ha presentato un documento di analisi di rischio – ha confermato l’assessore – questo documento conterrebbe un quadro rassicurante, ma non è valutabile da Comune perché redatto non in base alla normativa sulle bonifiche, ma in base al Testo Unico sul Danno Ambientale”.

Al momento però si è ancora in alto mare sulle competenze di controllo e sulla sede della “cabina di regia” della bonifica: “Abbiamo chiesto un pronunciamento definitivo da parte del Ministero – ha sottolineato l’assessore – e mentre il Tar ha respinto la richiesta di sospensiva sul ricorso presentato da Iplom, noi chiediamo all’azienda di ritirare il ricorso, per velocizzare le procedure”.

Iplom nel frattempo ha svolto le analisi di caratterizzazione, e ha inviato a Roma, il materiale raccolto con un documento di sintesi, ma non solo: “In allegato l’azienda ha inserito una norma di Regione Toscana che stabilisce la non competenza dei comuni in materia di sedimenti fluviali – ha aggiunto Campora – per rafforzare la sua posizione nella richiesta di portare la regia dell’operazione presso il Ministero dell’Ambiente”.