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Piaggio Aero, lettere di licenziamento per 114 lavoratori di cui 80 genovesi. Vertice urgente al Mise il 19 marzo

Caminito: "L'ok ministeriale al nuovo piano industriale li ha autorizzati a licenziare"

Genova – Centoquattordici lavoratori Piaggio Aero, di cui 80 genovesi hanno ricevuto questa mattina le lettere di licenziamento. Si tratta di lavoratori che sono al momento tutti in cassa integrazione che scadrà il prossimo luglio. La conferma arriva da fonti sindacali.

“Piaggio Aero ha avviato questa mattina la procedura di licenziamento collettivo nonostante avesse detto che non ci sarebbero stati esuberi e se si sente autorizzata a farlo è perché il governo ha nei fatti dato l’ok al nuovo piano industriale” attacca Antonio Caminito della Fiom Cgil Genova.

I sindacati hanno chiesto un immediato incontro con l’azienda: “Vogliamo capire quali sono le reali intenzioni – spiega il sindacalista – e se la convocazione non arriverà immediatamente siamo pronti a scendere in piazza”. Sale intanto la rabbia ma anche l’amarezza tra i lavoratori: “E’ evidente che il governo ha grandissime responsabilità perché li ha riempiti di soldi e non è riuscito né a pretendere un piano industriale serio né a evitare gli esuberi”.

“La cessione della proprietà intellettuale del P180 e la sua evoluzione ad una sconosciuta Società Cinese, che dovrebbe garantire commesse e quindi il lavoro, nei fatti farà uscire Piaggio dall’essere una società velivolistica civile – scrivono Fiom e Fim in una nota congiunta – l’Azienda costruirà i velivoli civili sino a quando allo stesso converrà. Non ci risulta che esistano ad oggi accordi a tutela delle tante affermazioni generiche sentite”.

“L’azienda straccia tutti gli accordi sottoscritti a garanzia del ridimensionamento della presenza su Genova, compreso gli impegni ad utilizzare le aree di Sestri Ponente per ricollocare i lavoratori, ma quel che è più grave cancella l’impegno sottoscritto nelle sedi Governative dell’assenza di esuberi – prosegue la nota – l’attivazione della procedura è un atto grave che chiama alla corresponsabilità diversi soggetti, primo tra tutti il Governo che ha continuato ad elargire milioni di euro a Piaggio senza pretendere in cambio un impegno minimo di garanzia occupazionale senza nessun licenziamento. La Regione in quanto firmatario dell’Accordo Ministeriale non è uno spettatore la violazione degli accordi sottoscritti la coinvolge direttamente”.

Ora ci sono 75 giorni di tempo per tentare di arrivare a un accordo. Intanto in serata arriva una nota dalla Regione Liguria: “Apprendiamo con disappunto e sconcerto la decisione di Piaggio di procedere con il licenziamento di 114 lavoratori, nei poli produttivi di Genova ed Albenga. Pur conoscendo le difficoltà della azienda è tuttavia sconcertante che il management abbia deciso una misura così grave senza informare in alcun modo le istituzioni locali” dice il Presidente di Regione Liguria Giovanni Toti.

“Perplessità suscita anche il silenzio del Governo – continua Toti – che, più volte sollecitato circa le strategie che intendesse mettere in atto, ha numerose volte rassicurato circa la propria attenzione e il proprio impegno sulla vicenda”.

“Per quanto riguarda la Regione – conclude il Presidente – si confermano gli impegni presi circa la riassunzione di una parte della forza lavoro di Genova nelle aziende che si aggiudicheranno, tramite gara, gli spazi precedentemente occupati da Piaggio. È evidente tuttavia che ciò potrà avvenire solo al termine della procedura competitiva. La Regione si è già attivata per richiedere incontri urgenti ai vertici Piaggio, al Governo, e, vista la mancanza di risultati nelle attività di quest’ultimo, direttamente con l’azionista, per comprenderne le intenzioni e i progetti futuri”.

Sul tema interviene, con parole di segno opposto, anche Luca Pastorino, deputato di Liberi e Uguali: “Dopo le promesse in pompa Magna della Regione Liguria con Edoardo Rixi e del governo questo è il risultato. Un’altra azienda che appartiene alla storia italiana, un’altra azienda che dal 2015 ha come socio di maggioranza un fondo arabo che ha ceduto ad un non precisato investitore cinese la proprietà intellettuale del P180. Un’altra azienda che prende commesse dallo Stato Italiano per milioni e milioni d’euro e poi licenzia i suoi lavoratori, smembrando un marchio storico del made in Italy”.

“Negli ultimi mesi abbiamo assistito a un carosello di parole – continua Pastorino – frasi rassicuranti e addirittura occhiolini da parte di ministri che non sono serviti a nulla. Perché qui, a Genova, con questi licenziamenti, ci giochiamo l’Italia e le nostre eccellenze”.

E’ in serata viene convocato anche l’incontro al Ministero dello Sviluppo economico: l’appuntamento per la delicatissima trattativa è per il 19 marzo alle 17. Oltre ad azienda e sindacati il Mise ha convocato anche la Regione Liguria.