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Il Pd genovese dopo la direzione nazionale: “Giusto stare all’opposizione”. Gli orlandiani: “Ora serve discontinuità”

Terrile: "Bene le dimissioni di Renzi ma non basta". Rossetti: "Stop anche in Liguria ad organismi unitari"

Genova. Le dimissioni di Renzi e la cosiddetta ‘fase costituente’ auspicata dal vicesegretario Maurizio Martina che ha chiesto che l’assemblea nazionale di aprile non apra al momento un nuovo congresso ma una fase di gestione condivisa nel partito suscitano anche in Liguria le prime reazioni: “Le dimissioni di Renzi erano inevitabili vista la sconfitta – commenta il consigliere regionale Pippo Rossetti – è stato bocciato un intero gruppo dirigente e che si chiami congresso o fase costituente dobbiamo chiarire linea politica, alleanze e modalità con cui si fa il rinnovamento del gruppo dirigente”. Per quanto riguarda la situazione ligure Rossetti chiarisce che “anche per la Regione Liguria è finito il tempo di organismi unitari che invece di fare sintesi e attività politica hanno fatto mettere il silenziatore per mantenere lo status quo”.

Rispetto a dove dovrà stare il Pd nei prossimi mesi tutti d’accordo: “Il Partito democratico deve stare all’opposizione come in Comune a Genova – dice la capogruppo a Tursi Cristina Lodi – prendere atto della sconfitta e far governare chi ha vinto. Chi governa lo decidono cittadini e chi governa deve assumersi delle responsabilità”.

Il segretario del Pd Alberto Pandolfo ammette di non aver sentito in streaming tutta la direzione nazionale di oggi. Dal giorno successivo alla sconfitta il segretario del Pd si divide tra il ruolo di consigliere comunale di opposizione e quello appunto di numero uno di via Maragliano dove in questo momento il lavoro certo non manca: “Ho incontrato i circoli e il lavoro continuerà – racconta – condivido il no a un appoggio al M5S ed è il sentimento che ho sentito nella base perché quello dell’opposizione è il ruolo rispetto al quale l’elettorato ci ha assegnato il 4 di marzo ed è dettato dalle scelte programmatiche”. Pandolfo poi racconta di una situazione paradossale, ma forse solo in apparenza: “Ci sono persone che in una situazione così chiedono di iscriversi al Pd – dice – perché la situazione che si è creata li ha spaesati”.

Per Pandolfo – il cui ruolo non sembra in discussione come quello per esempio del segretario regionale nonché senatore Vito Vattuone – “l’opposizione è un’opportunità di potersi concentrare finalmente sull’ascolto, situazione che deriva dall’esito del confronto elettorale” ricorda il segretario.

Nel frattempo nel tardo pomeriggio si sono riuniti gli orlandiani nella sede di via Maragliano: “Bene le dimissioni di Renzi – dice l’ex segretario Alessandro Terrile – ma non bastano per ripartire. Serve una discussione profonda ad ogni livello, per comprendere le ragioni della sconfitta. Dobbiamo ritrovare una nostra identità e correggere la linea politica”. E rispetto alla guida di Martina, almeno fino ad aprile: “Serve discontinuità a livello nazionale, nella persona e nella linea politica”.