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Terzo Valico, in 50 a processo per manifestazione del 2014: “Accusato anche chi non c’era”

Indagini svolte dal pm Andrea Padalino, famoso per aver formulato l'accusa di terrorismo per i No Tav della Val Susa

Genova. Sono 50 gli attivisti indagati e rinviati a giudizio tra Liguria e Piemonte per la manifestazione del 5 aprile 2014 ad Arquata finita con uno scontro tra carabinieri e No Tav.

A svolgere l’indagini il sostituto procuratore Andrea Padalino, recentemente trasferito alla procura di Alessandria: Padalino è famoso per aver portato in tribunale l’accusa di terrorismo per alcuni militanti No Tav della Val di Susa, un’accusa che poi decadde durante i processi.

Secondo i militanti che si oppongono alla costruzione del Terzo Valico, però, le accuse sarebbero tutte da verificare: “Una persona che quel giorno non era proprio fisicamente alla manifestazione è stata rinviata a giudizio per resistenza, lesioni e danneggiamento – si legge nel comunicato stampa diffuso dal movimento – Ci sono persone accusate di danneggiamento che non si sono neppure avvicinate alle recinzioni ed altre accusate di resistenza e lesioni che erano a decine di metri dalle forze dell’ordine”.

A vario titolo ai 50, donne e uomini compresi fra i 27 e i 73 anni, tra cui alcuni genovesi, vengono contestati i reati di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni a pubblico ufficiale, danneggiamento e travisamento. In 17 vengono rinviati a giudizio anche per i fatti di Pozzolo Formigaro della settimana successiva ed uno anche per manifestazione non autorizzata.