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Sasso contro una vetrata del liceo D’Oria, gesto forse legato a polemiche su schede di presentazione fotogallery

Il ministro Fedeli: "Se ci sono stati scivoloni dei linguaggi lo chiariremo, ma no a clima d'odio"

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Genova. Potrebbe essere un gesto legato alle polemiche degli ultimi giorni, quelle sulle schede di presentazione dei licei italiani, e nelle quali il liceo classico genovese Andrea D’Oria, si presentava come una scuola migliore di altre perché nelle classi non sono presenti alunni provenienti da situazioni disagiate o da quartieri “difficili”.

Sta di fatto che nella notte, ignoti, hanno lanciato una pietra contro una vetrata, sulla porta di ingresso del liceo, peraltro poco distante dalla sede della questura.

La preside ha presentato denuncia questa mattina in Questura.  Sull’episodio indaga la Digos.

La dirigente scolastica ha presentato denuncia anche per il furto di alcuni computer ma il furto non sembrerebbe collegato con l’episodio di vandalismo.

A esprimere solidarietà al liceo D’Oria il ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli:
“Solidarietà al liceo D’Oria di Genova. Ogni atto di violenza o vandalismo contro un’istituzione scolastica va severamente condannato – ha detto il ministro – Questa notte è stato tirato un sasso contro il portone del liceo: a pesare non è tanto il danno, quanto il gesto. Una manifestazione di violenza che non possiamo accettare perché colpisce la scuola, che è luogo di educazione alla pace e ai valori della convivenza civile”.

“Ho contattato personalmente la dirigente per manifestare la vicinanza mia e del Ministero. Conosciamo bene il lavoro che la comunità educante del D’Oria sta portando avanti e la cronaca di questi giorni non le rende merito – ha proseguito il ministro – se ci sono stati scivoloni, linguaggi inopportuni o scelte lessicali discutibili all’interno di contesti come quello del Rapporto di autovalutazione, questi saranno chiariti nelle sedi opportune, all’interno dell’Amministrazione, seguendo prassi consolidate che mettono al centro, in primo luogo, il benessere delle ragazze e dei ragazzi, il loro diritto ad avere pari opportunità educative. Ma vanno subito abbassati i toni. No al clima d’odio, che può portare a episodi come quello avvenuto stanotte”.

La frase che ha scatenato polemiche sul liceo ginnasio D’Oria di Genova è contenuta nella introduzione della scheda di autovalutazione dell’istituto dove si legge: “Il contesto socio-economico e culturale complessivamente di medio-alto livello e l’assenza di gruppi di studenti con caratteristiche particolari dal punto di vista culturale (come ad esempio nomadi o studenti di zone particolarmente svantaggiate) costituiscono un background favorevole alla collaborazione e al dialogo tra scuola e famiglia, nonché all’analisi delle specifiche esigenze formative nell’ottica di una didattica davvero personalizzata”.
La preside Mari Aurelia Viotti aveva invitato tutti a “leggere l’espressione per intero” perché “evidenzia l’importanza di un confronto tra culture” sottolineando che si era trattato “solo di un equivoco” e che nella stessa scheda “è scritto anche che la scarsità di studenti stranieri limita la possibilità di un più ampio confronto culturale all’interno dei gruppi-classe”.