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M5S, folla a teatro per Luigi Di Maio: tra merchandising a 5 stelle e i no alle grandi opere fotogallery

Il capo politico del movimento nella città che alle politiche 2013 era valsa un 32% delle preferenze

Genova. “Noi saremo il primo partito con oltre il 30% dei voti e per fare un governo o si passa da noi o perdono tutti la poltrona, ma noi l’abbiamo detto, non lasceremo l’Italia nel caos, noi proporremo temi su cui convergere, daremo così una lezione di democrazia parlamentare” .

E’ molto fiducioso Luigi Di Maio, capo politico del Movimento 5 Stelle, mentre – forte degli ultimi sondaggi possibili – parla dal palcoscenico del teatro della Corte davanti ai sostenitori genovesi, e non solo.

Sala piena sia in platea sia in galleria e foyer del teatro trasformato, per l’occasione, in una fiera dell’oggetto pentastellato: felpe, accendini, tazze, t-shirt, ombrelli, cartoline e tanti altri gadget griffati 5 stelle, acquistabili anche da speciali macchinette dove inserire la propria donazione per la campagna di autofinanziamento.

luigi di maio genova

La bufera sui bonifici mancati da parte di alcuni parlamentari inizia già a diradarsi e su quel tema, i Cinquestelle, sono già passati al contrattacco: “Noi abbiamo versato 23 milioni dei nostri stipendi per le imprese italiane, gli altri partiti no – sottolinea Luigi Di Maio – noi abbiamo proposto di tagliare gli stipendi dei parlamentari, vedremo chi ci viene dietro”.

Di Maio torna a Genova dopo la due giorni del mese scorso, quando aveva visitato anche l’Iit di Morego. Era stata in quell’occasione che si era fatta strada, per la prima volta in maniera più chiara, la verve anti grandi opere del candidato premier del movimento. E sul “terzo valico” ribadisce: “E’ un impegno che mi sono preso, prenderemo quei 6 miliardi e li investiremo sulla rete attuale, per migliorare il trasporto di persone e merci esistente”.