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Lungomare Canepa, la protesta cresce: “Le case tremano, lavorano anche di sera”

Continua la battaglia del Comitato spontaneo che sta raccogliendo le firme per la petizione

Genova. Non si ferma la protesta dei residenti nei confronti della nuova opera viaria in costruzione in Lungomare Canepa. Continua la raccolta firme per presentare al sindaco alcune varianti al progetto definitivo.

lungomare canepa cantieri

“Questi lavorano anche di notte, vogliono fare in fretta per evitare problemi”: questa è la denuncia di un residente allarmato dall’accelerazione dei lavori nel cantiere sotto casa, ma le lamentele non si fermano qua.

Secondo alcuni, infatti, sarebbero perfettamente avvertibili vibrazioni nei caseggiati: “Sentire tremare i bicchieri nella credenza non è rassicurante – racconta un’altra residente della zona – mi chiedo se sui nostri palazzi, sulle nostre case questo non abbia delle conseguenze negative. E nel caso, chi paga?”.

Tra i principali “accusati” sarebbero alcuni macchinari che alcuni abitanti definiscono “irregolari per l’eccessiva vicinanza alle case, come ad esempio alcuni rulli compattatori, che potrebbero provocare danni agli edifici, distanti solo pochi metri”

Il Comitato Lungomare Canepa, sorto spontaneamente per provare ad arginare i disagi e, soprattutto, per far inserire nell’opera accorgimenti, variazioni e compensazioni tali da non inficiare qualità delle vita, continua nella raccolta firme per presentare alle istituzioni la petizione già presentata la settimana scorsa.

Molti, però, si sentono abbandonati dalla politica e dalla comunità cittadini: “Grazie a chi continua a strappare i nostri volantini – si legge, ironicamente, sulla pagina facebook del Comitato – e grazie anche i nostri “fratelli sampierdarenesi (in primis) e genovesi, che non solo non afferrano la portata del danno a tutto il quartiere, e non si rendano conto che le polveri inquinanti non si fermano solo qui, ma tendendo a salire, e arriveranno anche a loro in aggiunta di altre, prodotte dal maggiore traffico, che inevitabilmente, si riverserà nelle vie parallele alla nostra. Riflettessero…”