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Ilva, Landini: “Accordo solo se non ci sono licenziamenti e certezza investimenti seri”

Secondo il sindacalista le questioni ambientali devono essere risolte in modo definitivo

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Genova. “Il punto non è entro quando si fa l’accordo, il punto è come si fa quell’accordo”. Lo ha detto Maurizio Landini della segreteria nazionale della Cgil a proposito della vertenza Ilva a margine di un incontro a Genova per presentare il libro del presidente emerito della Corte costituzionale Giovanni Maria Flick “Elogio della Costituzione”.

“Come noto come organizzazioni sindacali abbiamo posto un problema molto secco al tavolo: per noi non si fa un accordo se vengono assunte 10 mila persone e non 14 mila e duecento o se addirittura come qualcuno dice a regime saranno poco più di 8 mila. Per questo abbiamo detto con chiarezza al nuovo gruppo e al Governo che la condizione per fare un accordo è che non devono esserci licenziamenti e che deve esserci la certezza di investimenti seri che rafforzino la capacità produttiva in tutti gli stabilimenti compreso quello di Genova mentre a Taranto gli investimenti devono risolvere le questioni ambientali in modo definitivo”.

L’ex segretario generale della Fiom è anche ritornato sullo scontro istituzionale tra Governo e Regione Puglia a causa del ricorso al Tar presentato dal governatore Michele Emiliano sul piano ambientale dell’Ilva: “E’ utile che venga ricercato il consenso di tutti i soggetti comprese le diverse istituzioni. Perché le guerre istituzionali non ci sembrano utili per gestire un progetto di questa natura”.