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Elezioni: duello all’ultimo voto in “Arizona”. Molassana diventa laboratorio nazionale

Tutti i candidati alla ricerca di consensi nel quartiere che, un tempo, era la roccaforte della sinistra. Primo banco di prova il mercato settimanale.

Genova. Se fosse un film western, un “cavalli e polvere” come erano chiamate le pellicole che facevano il pienone al cinema Nazionale abbandonato da troppi anni al suo destino, il titolo potrebbe essere “Sfida nell’Arizona”. Anche perché è proprio sotto i palazzoni di via Sertoli, area appunto conosciuta come l’Arizona, e nel mercato settimanale di Molassana, che si è giocato il primo, vero, duello elettorale. Ad affrontarsi, complice anche una trasmissione di una tv locale, i candidati di centrosinistra e centrodestra, Movimento 5 Stelle, Liberi e Uguali e Potere al Popolo.

Lo scenario, infatti, è uno di quelli politicamente più interessanti e viene considerato, a livello nazionale, un vero e proprio laboratorio. All’ombra dei palazzi dell’Arizona, infatti, sono cresciuti i ragazzi delle “magliette a righe” del 30 giugno del Sessanta. Uno di loro era Paride Batini, numero 1 dei portuali, sempre orgoglioso di vivere in questa zona. E sempre qui, tra il Geirato e il Bisagno, è nata una delle prime sezioni italiane di Rifondazione Comunista, dopo la scissione della Bolognina. Una forte presenza di sinistra che ha avuto una svolta alle ultime elezioni dove, a fare incetta di voti, è stato il Movimento 5 Stelle che ha portato avanti messaggi legati, principalmente, ai temi dell’urbanizzazione e del dissesto idrogeologico.

“Per una volta la storia passa da Molassana – sottolinea Edoardo Rixi, segretario della Lega e candidato del centrodestra nel collegio 4 – perché questo è uno dei collegi che decideranno il risultato nazionale”. Questo spiega perché l’attenzione e lo sforzo dei partiti e delle coalizioni in quest’area. A partire dal centro sinistra, che cerca di riconquistare i voti della sinistra anche se: “Le vecchie degli anni ‘90, destra e sinistra, non esistono più”.

Sulla stessa lunghezza d’onda il candidato del centrodestra. “Credo che non sia più una questione di destra e sinistra – sottolinea Rixi – ma che sia più una questione di risolvere i problemi dei cittadini. Essere vicino ai commercianti, aver fatto iniziative per far tenere le saracinesche aperte in questa zona, è un segnale. Ma adesso bisogna fare di più per far rivivere una valle che è bellissima ma che manca di viabilità, di collegamenti. Dobbiamo far ripartire la città e alcune ricette che abbiamo messo in campo, dalla sicurezza alla Flat tax, penso siano fondamentali”.

Lavoro in primo piano anche per il candidato del centrosinistra che ricorda anche l’impegno del governo su quest’area. “Sappiamo tutti che il problema è il lavoro – sottolinea Pippo Rossetti, Vice Presidente del Consiglio Regionale, candidato del Pd – perché le famiglie fanno fatica. Noi abbiamo puntato tutto sullo sviluppo economico con grandi investimenti nelle opere pubbliche che vedono, destinate alla Val Bisagno, risorse per 375 milioni per il dissesto idrogeologico. La viabilità deve essere risolta con il bando periferie e, con i soldi del governo Gentiloni, abbiamo acquistato i bus e possiamo allungare la metropolitana”.

Sul territorio e la soluzione dei problemi di dissesto idrogeologico, invece, punta il candidato del Movimento 5 Stelle, Marco Rizzone, che ricorda come questo tema, mai affrontato debba diventare una priorità. “Dobbiamo lavorare alla messa in sicurezza del territorio, a una migliore gestione del rischio idrogeologico. Per questo motivo pensiamo che sia necessario fermare la cementificazione – spiega – ma avviare, invece, una grande opera di messa in sicurezza del Bisagno”.

In campo, in questa giornata di campagna elettorale tra la gente, in mezzo ai banchi del mercato, anche le candidate di Liberi e Uguali è Potere al Popolo che lanciano le loro “ricette” per risolvere i problemi del territorio. Erminia Federico, candidata di Leu parte dalle tematiche nazionali ricordando come, per il suo movimento, siano centrali temi come la scuola è il lavoro “ma il lavoro buono – sottolinea – non quello che parla solo di numeri che non sono seguiti dai dirittti”.

In tutte queste promesse elettorali la vera distinzione la fanno le risorse e il modo per recuperarle, spiega Gianna Licitra, di Potere al Popolo. “Noi pensiamo che sia necessario un sistema fiscale differente – sottolinea – che parta da una forte penalizzazione degli evasoti ma che preveda anche un taglio consistente alle spese militari”.