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Elezioni 2018, Casapound risponde a Liberi e Uguali: “Parole insensate e accuse infamanti, guardatevi in casa vostra”

Poche ore dopo l'attacco di Luca Pastorino, arriva la replica di Christian Corda, responsabile provinciale di Cp

Genova. Dopo l’attacco di ieri di Liberi e Uguali, arriva a breve giro la risposta di Casapound sulla questione dei manifesti elettorali applicati alle saracinesche della sede di via Montevideo.

La replica è affidata ad un comunicato stampa diffuso questa mattina. Secondo i militanti di Casapound, la diffida di Luca Pastorino, esponente di Liberi e Uguali è: “Un gesto ridicolo alla luce della realtà dei fatti: ci sono stati ritardi del Comune nell’affidamento degli spazi elettorali. Tali ritardi favoriscono i partiti che godono di grandi finanziamenti – e che quindi approfittano di forme differenti e più costose di propaganda elettorale – a discapito di chi, come noi, non può ancora affiggere i propri manifesti sulle apposite plance elettorali”.

Il responsabile provinciale di CasaPound Genova, Christian Corda, inoltre sottolinea come i soldi del movimento sono spesi: “In altri modi, per esempio cercando di creare strutture d’aiuto per le famiglie italiane in difficoltà”.

Oltre alla risposta, nel comunicato stampa c’è anche un affondo: “Ancora più insensate – continua Corda – sono le parole di Pastorino nei nostri confronti, quando afferma che ‘non bisogna mai abbassare la guardia e concedere zone franche a chi non ha rispetto delle leggi ed esercita violenza al solo scopo di intimorire le persone che la pensano diversamente’. Si tratta di dichiarazioni paradossali, soprattutto alla luce degli ultimi avvenimenti: città da alcuni giorni sotto assedio da parte degli antifascisti, monumenti alla memoria delle Vittime delle Foibe imbrattati e vandalizzati, cori che inneggiano alle Foibe e alla pulizia etnica che i partigiani di Tito perpetrarono contro gli italiani. Questi fatti, di una gravità assoluta, che sono rimasti impuniti e per cui non è stata spesa una parola di condanna, sono imputabili a quella sinistra antifascista tanto vicina a Pastorino. Per questo invitiamo l’esponente di Leu a guardare in casa propria prima di muovere accuse false e infamanti contro CasaPound”.