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Bilancio Tursi, dal Pd un ordine del giorno: “No agli impianti Amiu realizzati da Quattro Erre”

La richiesta è quella di reperire risorse pubbliche per costruire il separatore secco umido a Scarpino

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Genova. Un ordine del giorno per chiedere di reperire risorse pubbliche per costruire a Scarpino gli impianti per la gestione dei rifiuti, evitando di utilizzare la società pubblico/privata Quattro Erre. Lo ha presentato il consigliere del Pd Alessandro Terrile in vista della due giorni di voto sul bilancio previsionale di Tursi previsto per martedì e mercoledì prossimi. “Il nuovo piano industriale di Amiu prevede solo 200 mila euro per la progettazione degli impianti – spiega Terrile – – e null’altro. Non solo, poi a pagina 19 del piano viene spiegato che finché non sarà pronto il nuovo impianto potrà essere utilizzata la società Quattro Erre per realizzare impianti temporanei e a noi questo non convince”.

Nel piano industriale infatti Quattro Erre viene definita una società da rilanciare “con l’obiettivo di valorizzare le potenzialità della partnership con soggetti privati specializzati nel trattamento di materiali da raccolta differenziata”. In pratica, prosegue in documento, la società Quattro Erre può costituire un’opportunità per “la realizzazione di un’impiantistica focalizzata sul recupero di materia propedeutica e transitoria all’impiantistica del polo di Scarpino” e “il potenziamento dell’impiantistica per il trattamento delle materie da raccolta differenziata”.

Quattro Erre è una società di proprietà di Amiu al 51%, per il resto in mano a privati. Fino a due anni fa si occupava della raccolta differenziata. Il Comune di Genova l’aveva messa tra le società da liquidare ma a settembre all’improvviso la scelta è stata quella di mantenere la partecipazione. “Non vorremmo in questo modo ritrovarci con una società mezza privata che fa gli impianti che rendono economicamente lasciando alla società al 100% pubblica Amiu il solo spaiamento. E’ vero che Quattro Erre è ora a maggioranza pubblica ma non si può escludere da proposta di un aumento di capitale da parte dei privati che ribalti questa situazione. Almeno la tanto vituperata Iren è una società pubblica che aveva partecipato a un bando di manifestazione di interesse”.

Già in commissione l’assessore comunale all’ambiente Matteo Campora aveva replicato: “Assurdo paragonare Iren a Quattro Erre. Quest’ultima è un’azienda a maggioranza Amiu e ed è possibile che ci aiuti in caso di bisogno. Quattro Erre è una possibilità e per questo non vogliamo liquidarla oggi”.