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Archivolto + Stabile = Teatro di Genova. Obbiettivo: “Diventare teatro nazionale”

Riduzione dei costi, posti di lavoro garantiti. Il nuovo soggetto potrà disporre di quattro palcoscenici

Genova. Si chiamerà “Teatro di Genova” la nuova realtà nata dalla fusione tra Teatro dell’Archivolto e Teatro Stabile. Questa mattina nel corso di una conferenza stampa le nozze sono state presentate ufficialmente. Erano presenti il presidente del Teatro Gian Enzo Duci, l’assessore regionale Ilaria Cavo, il direttore dello Stabile Angelo Pastore, il direttore dell’Archivolto Pina Rando, il
regista e consulente artistico dello Stabile Marco Sciaccaluga, il direttore artistico dell’Archivolto Giorgio Gallione e Roberto Timossi per la Compagnia di San Paolo e Paola Verri per l’Iren.

Bruco, il degrado del fratello minore

La fusione è il frutto di un lavoro durato oltre due anni e che all’inizio dell’attuale stagione teatrale aveva già portato i due Teatri a presentare i loro cartelloni uniti sotto la denominazione “Insieme”. Allora si trattava più di un auspicio che non di una realtà concreta. Oggi invece i due Teatri si sono davvero fusi, mantenendo, come ha sottolineato il presidente Duci, gli organici precedenti: quindi, nessun rischio licenziamento. Il nuovo soggetto potrà lavorare su quattro. palcoscenici (Corte, Duse, il Modena e la sala Mercato).

“Ieri – ha ancora annunciato Duci – abbiamo presentato la domanda come Teatro Nazionale”. Nel suo intervento Pina Rando ha voluto sottolineare che per storia e prestigio sia lo Stabile sia l’Archivolto sono già a tutti gli effetti teatri nazionali e a maggior ragione lo sarà dunque il nuovo soggetto. Pina Rando lascerà il teatro, affidando la sua “creatura” (fondata e diretta per trent’anni) a Angelo Pastore che assumerà la direzione globale.

Bruco, il degrado del fratello minore

“Tre anni fa quando la nostra domanda di riconoscimento di teatro nazionale è stata bocciata – ha detto Pastore – avevo dichiarato che avremmo risposto sul campo. Lo abbiamo fatto, oggi siamo il terzo teatro in Italia per sovvenzioni ministeriali, davanti a cinque teatri nazionali”.

“La fusione – ha aggiunto l’assessore Ilaria Cavo – è stata complessa perché abbiamo voluto garantirci da qualsiasi criticità. Un lavoro lungo che però porta allo Stabile un valore aggiunto importante quale è l’Archivolto e salva l’Archivolto stesso dal rischio di una crisi irreversibile. Si mantiene una solida presenza culturale a Sampierdarena e questo è un ulteriore motivo di soddisfazione per noi tutti. Questo nuovo Teatro ha tutte le carte in regola per essere riconosciuto come nazionale. Siamo fiduciosi”.

“In teatro – ha detto ancora Marco Sciaccaluga – ci sono due modelli: la piccola compagnia e il teatro grande. Ora siamo un teatro grande. E mi viene in mente una frase di Peter Brook: il bello è quando ci sono tante persone sul palco e tante in platea. Questo permette un autentico scambio di idee e di suggestioni”.

Critica rispetto all’operazione la Slc Cgil: £Due giorni fa si è svolta la prima assemblea sindacale che ha coinvolto tutti i lavoratori – commenta in una nota il segretario Fabio Allegretti – Dall’assemblea sono emerse forti preoccupazioni perché le maestranze riscontrano una netta distanza tra le dichiarazioni di intenti, anche a mezzo stampa da parte della Direzione, rispetto a quello che vivono loro quotidianamente”.

Per il sindacalista “sino ad oggi le difficoltà organizzative sono state superate grazie alla professionalità e soprattutto all’impegno straordinario dei lavoratori e non è serio pensare di continuare ad andare avanti così a lungo. Auspichiamo che a breve si arrivi finalmente ad un confronto serio e serrato con la Direzione affinché gli obiettivi non siano dichiarati solo sulla carta”.