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Treni: nuovo contratto per la Liguria, pendolari sul piede di guerra con Trenitalia

Dalle Cinque Terre ricorso al Tar per conoscere i ricavi ottenuti dalla vendita dei titoli di viaggio. Su orari, tariffe e ritardi gli utenti di Valle Stura ed Orba, Savona-Genova, Levante e WWF-Italia chiedono di essere ascoltati per poter approfondire tutte le tematiche

Genova. Pendolari e residenti sul piede di guerra contro Trenitalia in vista del nuovo contratto di servizio con la Liguria. Dalle Cinque Terre arriva un altro ricorso al Tar “per accedere agli atti e poter conoscere i ricavi ottenuti dalla vendita dei titoli di viaggio”.

“Trenitalia si è rifiutata di rendere noti questi dati, per questo abbiamo depositato atti al Tar per ribadire la nostra istanza di accesso agli atti in sede di giudizio”, spiegano i rappresentanti del Comitato residenti, pendolari e operatori delle Cinque Terre. Intanto sul nuovo contratto di servizio prendono congiuntamente posizione anche i comitati Pendolari Valle Stura ed Orba, Savona-Genova, Levante, Ricorrenti CinqueTerre e WWF-Italia. Vogliono chiarimenti, approfondimenti sulle conseguenze su tariffe, orari e ritardi.

“Non sono dei treni giocattolo in piazza De Ferrari a Genova che possono ‘incantare’ gli utenti, che passano invece ore della propria vita sui treni reali – spiegano i portavoce di questo gruppo di utenti – Occorre che nella contrattazione economica la Regione Liguria faccia valere il suo peso di cliente e che non si proceda con firme affrettate con Trenitalia”. Accolto positivamente il voto favorevole all’unanimità dei consiglieri regionali sul documento di raccomandazioni relativo al nuovo contratto di servizio per il trasporto ferroviario regionale della Liguria.

“Un risultato dal valore politico importante – commentano i portavoce dei comitati -, ma serve un confronto approfondito con l’utenza su orari, verifiche dei ritardi, tariffe. La fretta è sempre cattiva consigliera, e il prezzo di questa fretta potrebbe essere 15 anni di servizio futuro ancora una volta insoddisfacente. Occorre che partendo dall’innovazione – grazie all’Autorità dei Trasporti – della verifica dei ritardi per sezione di tratta si verifichino comunque i tempi di percorrenza complessivi forniti dal gestore del servizio”. E ancora: “Occorre che l’organizzazione dell’orario non sia un concetto astratto calato sul territorio e applicato a valle di compatibilità altre (come i merci e servizi “a mercato”) e rispetto all’integrazione tariffaria: si ricorda che in Svizzera e Germania esiste da decenni su scala regionale senza bigliettazione elettronica”.

Un messaggio anche ai sindacati: “Ci si aspetta che anche le organizzazioni sindacali capiscano che un servizio adeguato per l’utenza ai fini di una mobilità sostenibile è un obiettivo anche per il lavoro e la qualità del lavoro e sostengano perciò le richieste che vengono da Comitati e Associazioni. E ci si aspetta anche che dalla massima carica regionale venga la comprensione che un trasporto regionale efficiente e soddisfacente non è un corollario rispetto a fantomatiche frecce rosse per chissà dove (e il cds una formalità) ma è fondamentale per il futuro della Liguria e un obiettivo prioritario che dovrebbe avere l’Ente Regione”.