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Lettere al direttore

Balneari, lettera aperta al presidente Toti

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Presidente Giovanni Toti,

alla luce della scandalosa impugnativa governativa, dell’altro ieri, di ambo le leggi liguri n. 25 e 26 che qualificavano e tutelavano le tipiche imprese balneari territoriali tanto da prorogare le legittime concessioni in essere per 30 anni, La ringraziamo della sua decisa ed immediata presa di posizione contro questo irresponsabile Governo, incapace di legiferare per riformare il demanio marittimo e, sempre pronto a vessare le famiglie e imprese balneari italiane.

Noi balneari e noi Donnedamare per l’impresa balneare siamo indignati che Gentiloni, a camere già sciolte, con tale atto del CDM sia arrivato, in extremis, a vanificare il lavoro regionale di mesi e mesi di tecnici, amministratori rispondente alle molteplici esigenze territoriali delle imprese balneari turistiche riunite in associazioni di categoria e ottimamente coordinato dall’Assessore Marco Scajola e dal capogruppo consiliare di FI Angelo Vaccarezza. Leggi Regionali che andavano a colmare il vuoto legislativo nazionale per ridare a noi imprenditori liguri fiducia nel futuro, sicurezza di mantenerci al lavoro e certezza negli investimenti, con un impianto normativo in sintonia allo studio svolto dall’Università degli Studi di Padova su richiesta della Commissione Petizioni UE, che addirittura invita l’Italia a seguire l’esempio di paesi oltralpe, come Spagna, Portogallo, Croazia che hanno garantito ai loro balneari continuità imprenditoriale fino a 75 anni senza nessun richiamo da parte di Bruxelles.
Ci ritroviamo ancora una volta a chiederLe, in vista delle elezioni politiche del 4 marzo, di proseguire con la strada già intrapresa, consigliandoLe, nei collegi uninominali di Savona ed Imperia, le candidature dell’Assessore Marco Scajola e del Consigliere Angelo Vaccarezza, che sapranno ottimamente intercettare la fiducia ed i voti dell’intera categoria balneare, al fine di ottenere una rappresentanza ligure direttamente a Roma, che porti a compimento il lavoro svolto a garanzia delle esigenze prioritarie della ns. Regione, ora vanificato dal Governo.

Le chiediamo, inoltre, Presidente Toti di attivarsi per far inserire nel programma elettorale di FI l’esclusione dei balneari dalla Bolkestein, consultandosi con i vertici e responsabili di partito, che da sempre si sono impegnati per la ns. salvezza, bloccando definitivamente in Senato il DDL, da noi ribattezzato ammazza balneari, e coordinando le altre forze di centro destra che unitariamente, il 26 ottobre a Montecitorio, in conferenza stampa, si sono impegnate a risolvere la questione balneare sottoscrivendo un documento proposto da noi Donnedamare Federturismo Confindustria, Assobalneari e ITB Italia.

Siamo imprenditrici consapevoli che solo quando il centro destra è unito si vince, cosa che Lei Presidente Toti ha saputo sapientemente incarnare nelle elezioni regionali, strappando questi territori al giogo della sinistra e, sostenendo le richieste di tutti quei cittadini e associazioni come la nostra. Siamo pronte ad impegnarci ancora un volta, sul campo, sia qui in Liguria sia in tutta Italia, con la ns. associazione di donne balneari, in una campagna elettorale a favore della coalizione di centro destra, per raggiungere almeno il 40% dei voti e portare il vento di cambiamento ligure alle altre regioni fino a giungere a Roma.

Con questa nuova legge elettorale, dove una manciata di voti darà la stabilità o meno alla futura legislatura, con collegi uninominali, dove basta un solo voto in più per decretare la vittoria del centro desta e la leadership di FI sulla coalizione, Le diamo Presidente Toti la nostra disponibilità di inserire nei collegi proporzionali nostre candidature, vicine anche al mondo degli ambulanti, per non disperdere neanche un voto, convogliandoli tutti su FI.

Presidente Toti, dato che Gentiloni in 12 minuti ci ha fatto ripiombare nell’incertezza del futuro, Lei ci dia l’opportunità in questi due mesi di essere funzionali all’obiettivo di mandare a casa i sinistri e i pentastellati, deleteri se non inutili, alla politica ed economia italiana per eleggere un Parlamento con una maggioranza stabile di centro destra a guida FI.