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Sanità, approvato il nuovo piano triennale, Viale: “Più efficienza e meno disavanzo”. Critiche dell’opposizioni

Passa il documento della giunta, tra le critiche dell'opposizione. Pastorino: "Non garantito il diritto alla interruzione di gravidanza e alla cannabis terapeutica"

Genova. “Il Piano sociosanitario non è uno strumento organizzativo, come qualcuno ha confuso, ma delinea le azioni da promuovere rispetto alla fotografia di quello che sarà la nostra regione nei prossimi tre anni e le priorità di intervento per grandi sistemi e non per livelli organizzativi. Questi ultimi, invece, sono strumenti propri delle aziende, che devono essere approvati dalla giunta: ho ritenuto di sospenderne l’approvazione definitiva in attesa del licenziamento del Piano, un gesto di cortesia istituzionale”.

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A spiegarlo la vicepresidente della Regione Liguria e assessore alla Sanità, Sonia Viale, parlando con i giornalisti a margine della seduta di Consiglio regionale che ha portato all’approvazione definitiva del Piano sociosanitario 2017-2019. “Com’è giusto che sia- sottolinea Viale- il Piano sociosanitario è stato oggetto di un approfondito dibattito, prima in Commissione con l’intervento di tutti i protagonisti del mondo sociosanitario ligure, poi in Consiglio regionale.

“Oggi siamo qui a discutere del Piano sociosanitario – prosegue Viale – in pochi mesi abbiamo delineato la sanità del futuro che va verso l’efficientamento e l’azzeramento del disavanzo, senza chiudere ospedali e anzi riaprendo numerosi pronto soccorso. E’ uno straordinario risultato che mette al centro la persona e non la malattia”.

Dure critiche dalle opposizioni, soprattutto da parte dei consiglieri Gianni Pastorino e Francesco Battistini (Rete a Sinistra/LiberaMente Liguria), che hanno definito questo documento: “un programma senza numeri e senza ambizioni, una bussola che non punta da nessuna parte. Solo tagli”. Tra gli emendamenti bocciati anche quello che puntava a garantire il diritto “all’interruzione di gravidanza”, come disposto dalla legge 194 del 1978. “Nessuna discussione di merito e nessuna motivazione: solo un pollice verso per teleguidare questa maggioranza, più impegnata a soddisfare gli appetiti particolari piuttosto che guardare ai bisogni collettivi dei liguri” ha ricordato Gianni Pastorino, che nelle settimane scorse aveva presentato un dettagliato “contropiano”redatto con il coordinamento ligure di Sinistra Italiana.

Critiche anche del Partito Democratico, che con Paita e Rossetti, ha espresso rammarico per il taglio confermato sul comparto disabili.

Guardando ai prossimi provvedimenti, l’assessore Viale ha ricordato che entro fine mandato “anche per la mia provenienza giuridica, tengo molto a lasciare un Testo unico della sanità, ma non penso ci saranno problemi e conflitti anche perché è un’eredita non portata a compimento dalla precedente giunta. Si tratta semplicemente di fare la collazione di tutti i testi vigenti in materia”.

Sul piatto dovrebbe essere anche la revisione dei distretti sociosanitari liguri: “E’ importante- ammette Viale- ma non può essere disgiunta da una visione più complessiva del tema del sociale. In questo settore, facciamo i conti con una serie di interventi a livello nazionale sulle povertà e con tagli su altri settore del sociale che fanno cambiare ogni anno il tipo di impostazione. Bisogna fare un po’ di pressing per avere i fondi necessari per affrontare altre fragilità che non siano solo povertà, come la famiglia o la lotta alla ludopatia i cui fondi sono bloccati per un ricorso procedurale al Tar del Lazio”.