Genova24 - Genova: notizie in tempo reale. Cronaca, Sampdoria, Genoa, Politica, Economia, Sport ...

Omicidio Sestri Levante, fondamentali le telecamere. Ma Ginocchio insiste: “Quella notte dormivo”

Almeno 8 telecamere analizzate sulle 24 ore dagli investigatori della mobile. Il procuratore Cozzi: “Vanno implementate anche a Genova"

Genova. “Il gip ha accolto la tesi accusatoria della procura e la squadra mobile ha fatto una grande lavoro. Per il resto aspettiamo gli interrogatori di garanzia di domani. Sicuramente l’utilizzo delle telecamere si è rivelato virtuoso”. Lo ha detto il procuratore capo Franco Cozzi commentando gli arresti avvenuti questa notte su ordinanza di custodia cautelare di Gesonita Barbosa e Paolo Ginocchio, ritenuti responsabili dell’omicidio di Antonino Olivieri, ucciso nel suo scantinato a Sestri Levante il 23 novembre.

“Oggi le indagini si fanno soprattutto grazie a tecniche investigative di tipo scientifico e le telecamere sono una parte importante per questo speriamo siano implementate anche a Genova” ha detto il procuratore che fino al 2013 ha guidato la procura di Chiavari chiedendo e ottenendo dai Comuni del Tigullio un aumento del numero dei sistemi di videosorveglianza.

Come ha spiegato il dirigente della squadra mobile Marco Calì nella conferenza stampa di questa mattina per analizzare gli spostamenti di Paolo Ginocchio – presunto autore materiale dell’omicidio – sono state visionate almeno 8 telecamere per circa 24 ore. In questo modo gli investigatori hanno scoperto che l’auto di Ginocchio per ben due volte si è mossa dall’abitazione di quest’ultimo a Cavi di Lavagna fino a viale Roma a Sestri Levante. Sempre grazie al sistema di video sorveglianza gli investigatori hanno cristallizzato l’immagine di un uomo che scavalca il cancello sul lato destro dell’abitazione di Olivieri.

Domani sia Barbosa sia Ginocchio saranno interrogati dal gip Franca Borzone. Da vedere se decideranno di avvalersi della facoltà di non rispondere oppure se cominceranno – come spesso avviene in questi casi – ad accusarsi a vicenda. Per gli investigatori, coordinati dal pm Pier Carlo Di Gennaro, la brasiliana è la mandante morale e psicologica dell’omicidio: aveva un ingente bisogno di denaro e temeva che la causa per separazione con addebito che sarebbe arrivata da lì a poco la tagliasse fuori dall’eredità del marito, proprietario di un paio di case e anche di un panificio a Riva Trigoso.

Ginocchio che ha incontrato oggi in carcere il suo legale, l’avvocato Emanuele Olcese, ha ribadito che quella notte dormiva e che non si sa spiegare i movimenti della sua auto. E rispetto all’sms in cui le chiede di cancellare tutti i messaggi, si giustifica dicendo che era perché la donna gli aveva chiesto soldi in varie occasioni e non voleva che rimanesse traccia sul telefono di queste richieste e del fatto che lui le aveva assecondate.