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Disabili, una app contro i “furbetti” del contrassegno

Sono circa 300 i tagliandi ritirati dalle forze dell’ordine per uso improprio del tagliando, dalla falsificazione sino all’utilizzo da parte di famigliari

Genova. Sono circa 10mila i passanti disabili che circolano a Genova, ogni anno ne sono rilasciato circa 3mila ma un migliaio sono quelli ritirati per decesso dei titolari mentre ogni anno sono circa 300 quelli ritirati dalle forze dell’ordine per uso improprio del tagliando, dalla falsificazione sino all’utilizzo da parte di famigliari.

Sono questi i dati emersi nel corso della cerimonia, svolta in Regione Liguria, per la Giornata mondiale della persona disabile. Nella sala Trasparenza sono stati consegnati i riconoscimenti agli agenti della Polizia Locale che quest’anno, in tutta la regione, si sono distinti nella tutela dei diritti dei diversamente abili, facendo rispettare le normative vigenti.

“L’inciviltà di alcuni cittadini – ha spiegato Sonia Viale, vicepresidente della Regione Liguria – porta a occupare gli spazi dedicati o, addirittura, a utilizzare contrassegni contraffatti. La Polizia Locale sta facendo un lavoro importante anche nel l’individuazione di questi contrassegni falsi. Per fortuna in Europa abbiamo un contrassegno unico ma si stanno anche affinando le tecniche di contraffazione”. Proprio per contrastare questo è stata messa a punto una app per Android che permette di avere sul palmare tutta la normativa relativa a questo contrassegno. I 23 agenti che hanno avuto il riconoscimento coloro che hanno vigilato sul corretto utilizzo del Cude- Contrassegno unificato disabili europeo, sui posteggi dedicati e sugli attraversamenti.

“Negli ultimi anni la cultura nei confronti delle persone con disabilità – ha spiegato presidente della Consulta regionale per l’handicap Claudio Puppo – purtroppo troviamo chi scrive biglietti o, magari, aggredisce chi gli contesta l’uso improprio del contrassegno. Per fortuna si tratta di casi isolati da combattere con la cultura perché i nostri non sono privilegi ma solamente la possibilità di poter vivere come ogni cittadino”