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Carige, l’aumento di capitale sottoscritto per meno del 70%

"E' la prima volta che una banca in difficoltà ce la fa da sola" dice l'ad Fiorentino, ma risulta invece non sottoscritto il 34% delle nuove azioni offerte, per un controvalore circa di 167 milioni

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Genova. L’amministratore delegato di Banca Carige Paolo Fiorentino dice: “Oggi scriviamo una nuova pagina della storia della banca, siamo molto soddisfatti per il risultato del nostro aumento di capitale che è andato in porto con grande successo”.

I numeri però sono buoni ma certo non entusiasmanti se si pensa che, concluso il periodo di sottoscrizione relativo all’aumento di capitale, dai dati preliminari pervenuti l’aumento di capitale in opzione risulta essere stato sottoscritto per circa il 66%, pari a circa 331 milioni di euro. A tale ammontare vanno aggiunti circa 46 milioni relativi alle adesioni pervenute nel contesto della tranche riservata ai portatori dei titoli subordinati oggetto dell’LME. Il valore complessivo è, pertanto, pari a circa 377 milioni. Risulta invece non sottoscritto il 34% delle nuove azioni offerte, per un controvalore circa di 167 milioni.

I diritti di opzione non esercitati saranno offerti in borsa secondo un calendario che verrà tempestivamente comunicato al mercato. Nel caso in cui a seguito dell’offerta in borsa rimanessero diritti inoptati, gli stessi saranno sottoscritti dai sub-garanti di prima allocazione e a seguire dai garanti e dai sub-garanti proporzionali su base pari passu, fermo restando il diritto di Malacalza di sottoscrivere nuove azioni che dovessero risultare non sottoscritte al termine dell’asta, per un ammontare che consenta alla stessa di raggiungere una partecipazione pari al 28% del capitale sociale post aumento.

Fiorentino ha commentato “L’aumento è stato un successo nonostante la difficile situazione di mercato in cui ci siamo trovati – afferma l’ad Fiorentino in una nota diramata dall’istituto di credito in serata – mi piace sottolineare che si tratta della prima volta che una Banca in difficoltà nel nostro Paese, ce l’ha fatta da sola, insieme al suo territorio. Sono stato fiducioso fin dall’inizio, ero certo che la Banca fosse viva e pulsante e ne abbiamo avuto conferma grazie al coinvolgimento determinante sia dei soci stabili sia dei nostri piccoli azionisti, che hanno fatto la loro parte”. Prima della partenza dell’aumento di capitale Fiorentino aveva affermato, in conferenza stampa, che il rafforzamento era da vedersi anche in ottica aggregazioni: “Al festival delle aggregazioni andremo con il vestito buono e il make-up giusto”. Restando sulla metafora da centro estetico, forse serve ancora un po’ di cerone. Si capirà se il mercato sarà interessato ai diritti non esercitati, nei prossimi giorni, e come gli speculatori si muoveranno sull’eventuale inoptato.

Al fine di aggiornare il prospetto informativo pubblicato per l’aumento di capitale con l’evoluzione delle operazioni comunicate al mercato il 4 e il 6 dicembre, Banca Carige ha predisposto un supplemento al prospetto stesso soggetto ad approvazione da parte di Consob; la pubblicazione del supplemento implica il diritto di recesso.

L’aggiornamento sul fronte della raccolta di denari non è l’unico da Genova. Carige ha infatti sottoscritto un accordo vincolante con Chenavari per la cessione di una partecipazione dell’80,1% della società di credito al consumo Creditis. L’incasso dalla vendita è di 80,1 milioni. Il closing della transazione è previsto entro il primo semestre 2018.