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Narcotraffico e ‘ndrangheta, Ros smascherano giro milionario: blitz anche a Genova

L'indagine coordinata dalla procura antimafia di Torino

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Genova. La droga, anche trecento o quattrocento chili per volta, viaggiava sottovuoto dall’Italia alla Spagna, nascosta in doppi fondi di auto e camion appositamente modificati. E’ un narcotraffico milionario quello che i carabinieri del Ros hanno smantellato con una organizzazione criminale legata alla ‘ndrangheta. Sono dodici le persone arrestate al termine di una lunga indagine, coordinata dalla Procura distrettuale antimafia di Torino.

Anni di intercettazioni e pedinamenti che hanno permesso agli investigatori dell’Arma di individuare storiche famiglie ‘ndranghetiste dedite all’import di cocaina e hashish in diverse regioni. Ed anche di ricostruire i canali di approvvigionamento e le modalità di trasporto dello stupefacente. Il blitz di questa mattina all’alba, nell’area metropolitana di Torino ma anche a Genova, Reggio Calabria, Brindisi, Huelva e Malaga, in Spagna, nascondiglio di Cosimo Piscioneri. Calabrese di 69 anni da tempo trapiantato in Spagna, è il fratello del più noto Rocco Piscioneri, morto lo scorso marzo, considerato il narcotrafficante che dagli anni Ottanta per comprare quintali di droga metteva insieme i cartelli della Locride trapiantati a Torino. Legami “che non tramontano mai”, osserva il comandante dei Ros di Torino, Michele Lorusso, che ha illustrato in conferenza stampa i particolari dell’operazione ‘Bellavita’, come è stata battezzata dai militari dell’Arma. Rocco Piscioneri era amico di Giuseppe Belfiore, fratello del boss Domenico, ritenuto il mandante dell’omicidio del procuratore di Torino Bruno Caccia. E di Rocco Schirripa, il panettiere condannato la scorsa estate – dopo 34 anni – come esecutore materiale dell’omicidio del magistrato, freddato a colpi di pistola in un agguato sotto casa la sera del 26 giugno 1983.

Dopo aver raccolto l’eredità del fratello, Cosimo Piscioneri – fermato nella notte in Spagna – era salito al vertice dell’organizzazione. Gli arrestati sono considerati ‘broker’ della droga, specializzati nel mantenere i rapporti con i narcos e la ‘ndrangheta. Tra loro Natale Lupia, 65 anni, e Francesco Pannozzo, 54 anni. Nomi noti nel panorama criminale torinese, che viaggiavano in continuazione tra l’Italia e la Spagna e partecipavano a incontri riservatissimi tra il Piemonte, la Lombardia, la Liguria e la Calabria.