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Genova, la Lega Nord chiederà l’intitolazione di una via alla “camicia nera” Luigi Ferraro

Morto nel 2006, il genovese fu tenente della X^ Mas anche sotto la Repubblica Sociale Italiana, ma anche importante imprenditore nel settore della subacquea

Genova. Dopo le polemiche scaturite in città per la decisione del consiglio comunale di Genova di dedicare una strada a Fabrizio Quattrocchi, il contractor ucciso dagli estremisti islamici in Iraq, pronta ad accendersi una nuova questione spinosa.

Francesca Corso e Giovanni De Paoli, consigliera comunale e consigliere regionale della Lega Nord hanno scritto al sindaco Bucci e alla giunta per chiedere che sia intitolata una piazza o una via a Luigi Ferraro.

Militare italiano, morto nel 2006, fu un incursore della X^ Mas, corpo dell’esercito della Repubblica Sociale Italiana negli anni della seconda guerra mondiale e dopo l’armistizio che precedette la caduta del fascismo.

A Ferraro è stata conferita la medaglia d’oro al valor militare con le seguenti motivazioni: “Volontario della specialità Gamma nei mezzi d’assalto della Marina Militare, portava da solo a compimento quattro successive azioni contro navi nemiche, di tre delle quali si è potuto accertare l’affondamento. Ha coscientemente affrontato e superato rischi mortali sempre maggiori, dando prova di esemplare noncuranza del pericolo, di chiaroveggente freddezza, d’insuperabile perizia tecnica e d’inesausto amor di Patria. I risultati da lui ottenuti aggiungevano nuove glorie a quelle che già avevano reso famosi nel mondo i mezzi navali d’assalto italiani. Mediterraneo, 7 luglio-4 agosto 1943″.

“Luigi Ferraro – spiega De Paoli – fu un eroico incursore della Marina Militare, mito della subacquea e un innovativo imprenditore che, con la genovese Technisub, ottenne successi di rilievo internazionale organizzando anche eventi storici come il record di profondità di Enzo Maiorca. Inventò la maschera ‘pinocchio’ e le pinne ‘a rondine’. I suoi numerosi brevetti furono poi usati dai subacquei in tutto il mondo. La modestia era una sua virtù. Un uomo, un genovese che è da esempio per le generazioni future”.

In merito all’adesione alla Repubblica Sociale Italiana, De Paoli sottolinea come l’incursore riuscì in un’impresa: “I tedeschi volevano far saltare il Lanificio Luigi Marzotto & Figli perché i partigiani avevano attaccato la colonna tedesca in ritirata facendo dei feriti. Ferraro si offrì quindi di mediare fra tedeschi e partigiani per impedire la rappresaglia sull’azienda italiana. Dopo vari contatti ed una lunga trattativa con il Cln e il comando tedesco, riuscì a trovare un accordo ed a sbloccare la situazione. I tedeschi furono lasciati passare e la fabbrica rimase intatta”.

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“Sono d’accordo con il consigliere regionale De Paoli  – aggiunge il consigliere comunale leghista e presidente della Commissione Pari opportunità Francesca Corso – perché è giusto ricordare, in modo concreto, genovesi illustri come Luigi Ferraro. Sono trascorsi oltre dieci anni dalla sua scomparsa ed il regolamento, quindi, lo consente. Uno come lui se lo merita, forse più di altri”.