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Castelletto, pensionato genovese defraudato di 1 milione di euro, arrestati i truffatori

E' la seconda operazione di questo tipo portata a termine nell'ultimo mese dai Carabinieri nello stesso quartiere

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Genova. Tre arresti, due custodie cautelari in carcere e due ai domiciliari, al termine di un’operazione dei Carabinieri di Castelletto, nei confronti di tre persone, cittadini italiani, accusati di vari reati fra cui circonvenzione di persona incapace in concorso, furto aggravato, falsità in atti in concorso e produzione e utilizzo di documenti di identificazione falsi.

A dare il via alle indagini la segnalazione di un istituto di credito cittadino. Protagonista un 25enne, pregiudicato, R. Rivela, che nel corso del 2016 aveva iniziato ad accompagnare in banca un 85enne, facoltoso, residente a Castelletto, presentandosi come suo consulente finanziario ed iniziando a smobilitare investimenti per diverse centinaia di migliaia di euro, accennando vagamente che il denaro sarebbe stato reinvestito a sua cura in acquisizioni immobiliari per conto della vittima.

In seguito, l’anziano lo aveva querelato a causa dell’emissione di alcuni assegni, in favore della società intestata al giovane e a suoi conoscenti, tra cui la madre, per importi ingenti, complessivamente oltre i 300 mila euro. Il pensionato era venuto a sapere anche che il giovane stava trattando la vendita dei muri di un Ufficio Postale cittadino, di proprietà dell’anziano stesso, per una cifra superiore ai 400 mila euro, trattativa di cui egli non era mai stato informato. La vittima del raggiro, anche se accompagnato da un avvocato, era parso ai Carabinieri talmente confuso da convincerli ad avanzare alle autorità competenti richiesta di nomina di un amministratore di sostegno.

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L’anziano aveva ragione: mediante l’analisi delle transazioni bancarie delle persone coinvolte, oltre al 25enne, sono stati identificati vari complici a vario titolo: nel corso di meno di un anno, tramite assegni, bonifici bancari e vendite immobiliari perfezionate con false procure disposte in suo favore da parte della vittima, si erano appropriate fraudolentemente di una cifra complessiva vicina al milione di euro.

Insieme a Rivela, altro attore fondamentale nella vicenda, S. Murabito, come lui impresario edile e immobiliarista. Il denaro veniva impegnato dai due nelle rispettive attività per consentire il mantenimento e l’implementazione del patrimonio immobiliare del primo, nonché l’avanzamento dei lavori in cantieri edili nel genovese gestiti dal secondo, a sua volta già gravato da precedenti di polizia.

Dopo una serie di intercettazioni telefoniche e ambientali, nonché servizi di osservazione, controllo e pedinamento, anche nei pressi di studi notarili, sono emersi altre persone coinvolte. E’ attraverso le indagini che è stato possibile sventare la vendita del locale delle ex poste. I Carabinieri sono risaliti a numerosi atti pubblici, fra cui due procure speciali palesemente false, poiché disposte utilizzando la carta d’identità fraudolentemente sottratta all’anziana vittima.

Veniva inoltre rinvenuta una procura speciale risalente al 2016 che la moglie dell’anziano, inferma e costretta alla sedia a rotelle, aveva concesso al marito, redatta “a domicilio” presso l’abitazione della coppia da un notaio, con testimoni proprio Rivela e Murabito. Il primo – è emerso – è risultato poi essere proprietario di 26 immobili tra Genova ed Alessandria, sottoposti a sequestro preventivo.

Quella di ieri è la seconda operazione in un mese, condotta dai militari della Stazione Carabinieri di Genova Castelletto, dopo quella del 21 ottobre che aveva portato all’arresto in flagranza di una giovane tossicodipendente torinese.

I Carabinieri – ricordano che nel Comune e in Provincia di Genova le truffe sono diminuite (passando tra il 2016 e il 2017, rispettivamente, da 219 a 106 e da 347 a 151) rivolgendosi agli anziani lettori ed ai loro famigliari, ribadiscono la necessità di diffidare di qualunque persona sconosciuta li avvicini e proponga loro aiuti evitando di fornire i propri dati personali, e raccomandando che questi episodi vengano prontamente discussi in famiglia, presso luoghi di aggregazione quali circoli ricreativi o parrocchie, e presso le Stazioni Carabinieri o gli altri uffici di polizia dislocati nel territorio.