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Vaccinazioni, 216 bambini in stand-by, e alla materna Santa Sofia scoppia (e rientra) il caso delle liste

Il tema è stato al centro di un'interrogazione in consiglio comunale. L'assessore Fassio: "Solo in casi estremi si provvederà all’allontanamento, perché così prevede la legge"

Genova. Vaccinazioni e iscrizioni a scuola per i bimbi tra gli 0 e i 6 anni: la percentuale dei bambini che sono stati portati all’asilo nido e alla materna senza la documentazione necessaria è pari al 6%. “Una percentuale irrisoria – secondo l’assessore comunale ai Servizi educativi Francesca Fassio – in particolare parliamo di 216 casi su 84 scuole, quando si sono presentati 4000 iscritti su 6000 circa in totale”.

I dati sono stati forniti durante il consiglio comunale genovese, in risposta a un’interrogazione a risposta rapida da parte di Cristina Lodi, capogruppo del Pd. “Sembra che sul tema delle vaccinazioni obbligatorie e sull’applicazione delle leggi nazionali il Comune stia adottando un approccio più restrittivo e direttivo rispetto a quello, più rassicurante, della Regione. Come stanno le cose?”.

L’assessore Fassio ha risposto: “La nostra linea è quella della massima accoglienza. Si stanno verificando i 216 casi di bambini non in regola sul territorio comunale. Magari si tratta di famiglie a cui non è arrivata la lettera delle Asl a casa. Oppure di famiglie che proprio non vogliono vaccinare il proprio figlio. Ogni situazione sarà analizzata; solo in casi estremi si provvederà all’allontanamento, perché così prevede la legge”. L’assessore ha anche ricordato l’attivazione del numero verde a sostegno delle famiglie: 800185055.

Nelle ultime era scoppiato un “caso” alla scuola materna comunale Santa Sofia, in via Mascherona, nel centro storico. Alcuni genitori avevano lamentato il fatto che alle maestre, apparentemente su ordine degli uffici comunali, fosse stata fornita una lista dei nomi dei bambini iscritti con l’indicazione se fossero o meno adempienti agli obblighi di legge o se avessero almeno la prenotazione per la vaccinazione all’Asl. I genitori avevano lamentato, legittimamente, una violazione della privacy. Qualcuno aveva minacciato esposti e querele. La situazione è rientrata: maestre e dirigente spiegato che si era trattato di un misunderstanding e le “liste” sono sparite.